Azzate (Milano): Marino Bonetti ucciso dal vicino dopo una lite al “Sette laghi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2013 13:12 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2013 13:12
Il camping "Sette laghi" di Azzate visto dall'alto

Il camping “Sette laghi” di Azzate visto dall’alto

MILANO – Un colpo di pistola da distanza ravvicinata durante una lite. E’ finita così, nel camping Sette Laghi di Azzate (Milano), la vita di Marino Bonetti. A sparare e ucciderlo è stato, per sua stessa ammissione, Maurizio Ammendola, una ex guardia giurata che si è costituita poco dopo il gesto.

Il fatto è accaduto nella serata di domenica 23 giugno all’interno del Camping. E proprio il destino del “Sette Laghi” sembra essere la causa scatenante della lite finita in omicidio. Il camping, infatti, come racconta il Corriere, è da anni al centro di una vicenda giudiziaria. Secondo il Tribunale di Varese è abusivo e va confiscato. Ma quel camping, da anni, con i suoi bungalow era diventato una specie di dormitorio per  precari, disoccupati e persone in difficoltà economiche.

Là, infatti, vivevano sia Ammendola sia Bonetti. E proprio Ammendola, che avrebbe sparato a Bonetti con la sua vecchia pistola d’ordinanza, sarebbe stato tra i più  preoccupati per la vicenda. I residenti, infatti, sono convinti di essere in regola, di avere i permessi e di aver pagato tutte le tasse. Fatale che davanti alla prospettiva dello sfratto ci siano state reazioni aspre e che i residenti del “Sette Laghi” abbiano pensato a forme di proteste estreme.

La domenica della morte di Bonetti i due hanno passato diverse ore al bar proprio per discutere il da farsi. Poi, racconta il Corriere, i due sono andati nel Bungalow di Bonetti dove è scoppiata la lite forse proprio sulle strategie da mettere in atto per resistere allo sfratto. A quel punto Ammendola ha estratto la pistola. Resta da capire se si tratti di omicidio volontario o se il colpo sia partito in modo accidentale.