Baby-sitter bresciana muore travolta da un trattore per salvare la bimba che accudiva

Pubblicato il 9 maggio 2009 15:21 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2009 15:21

Una baby-sitter bresciana Antonietta Dolores Fasolini, 49 anni, è morta venerdi investita da un trattore per salvare la piccola Angelica, 9 mesi, che le era stata affidata da un’amica. Ex-barista con la passione per i bambini, da anni accudiva quelli del paese. ”Mi fa sentire nuovamente mamma”, diceva ai suoi due figli ormai grandi.

Anche venerdi mattina Antonietta si è presentata puntuale a casa di Laila Verzella per prendere la piccola Angelica. Biberon pieno e passeggino in strada, la tata si è diretta verso la piazza. Un occhio alle vetrine, il saluto al fornaio e poi la lunga pausa sulla panchina del parco a leggere e cullare Angelica.

A mezzogiorno Antonietta ha rimboccato le copertine alla bimba e si è incamminata verso casa spingendo il passeggino: pochi passi sul marciapiede in direzione del municipio di Muscoline, paese di 2.500 abitanti sulle colline non lontane dal lago di Garda.

La donna stava per attraversare la strada provinciale, vietata dal sindaco ai mezzi pesanti con un’ordinanza di due mesi fa, quando dalla curva è sbucato all’improvviso un trattore carico di fieno. ”Dolly” così la chiamavano gli amici, ha avuto il tempo di urlare: «No, la bimba no…». Disperata, ha trovato la forza per spingere il passeggino verso l’altro capo della strada.

Il conducente del trattore, un agricoltore di 55 anni, che è stato denunciato per omicidio colposo, l’ha travolta senza accorgersi di nulla. Si è fermato solo una decina di metri più in là, vedendo la gente uscire dai ne­gozi e correre verso il trattore. ”Non l’ho vista — ha detto alla polizia stradale —. Arrivavo dal campo carico di fieno e non ho visto nessuno in mezzo alla strada”. Davanti al municipio, dieci passi oltre il punto dell’incidente, il passeggino di Angelica è stato subito spostato e portato al sicuro dai vigili urbani.

”Angelica si è salvata per miracolo — racconta Giordano Bortolotti, falegname e papà della piccola —. Antonietta si è sacrificata per mia figlia, l’ha salvata al costo della sua vita. Adesso la bimba è in ospedale per controlli, ma non ha nulla. L’amore della sua tata è stato più forte del destino”.

La bambina è stata ricoverata per precauzione nel reparto di pediatria dell’ospedale di Gavardo. Fino a lunedì i medici la terranno sotto osservazione. ”Un grande atto di amore materno — dice don Antonio tornando in canonica per la messa —. Anto­nietta ha voluto proteggere la piccola ad ogni costo. Spero che questo grande gesto contempli pure il perdono per l’uomo che l’ha investita e ieri è stato ricoverato in ospedale perché stravolto dai sensi di colpa”.