Baby squillo Parioli, Marco Galluzzo e la “vergine da inaugurare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2013 9:31 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2013 10:49
Baby squillo Parioli, gli sms: "Porto la mia amica, è vergine"

La zona in viale dei Parioli a Roma in cui operavano le due ragazze (da Google Maps)

ROMA – “Porto la mia amica, è vergine. Cento euro più quattro grammi di cocaina e il taxi”: è l’sms con cui la più grande delle due baby prostitute dei Parioli, a Roma, ha “venduto” la prima volta sua amica e “collega” quindicenne. Sms e messaggini su WhatsApp: grazie a queste tracce virtuali gli inquirenti sono riusciti a ricostruire quello che stava succedendo nelle vite delle due ragazzine di 15 e 16 anni. E a portare all’arresto di Marco Galluzzo, imprenditore edile di 49 anni, accusato di spaccio e induzione alla prostituzione anche da uno dei “protettori” delle ragazze, già in carcere: Mirko Ieni. 

Sulla verginità della quindicenne c’è tutto uno scambio di messaggini, riportato dalla Stampa:

Sono le 19.39 del 18 luglio scorso quando la quindicenne che si presenta come ‘Vanessa’ e viene chiamata anche ‘Palletta’, propone a Galluzzo – soprannominato ‘Bambus’ da bamba modo di definire la cocaina – “la mia amica, ma è vergine però”. L’altro è rapito dalla notizia e insiste: “Si fa sverginare da me?”, “Allora?”, “Dimmi”, “Lei ci deve stare”. Vanessa chiede quanto sia disposto a pagare e lui: “Vi do quello che tu sai e 100”. La ragazza: “Però ci dovresti dare almeno 4 di quello che tu sai”.

E lo “scambio” avvenne, in un albergo sull’Aurelia, scrive la Stampa.

Altri sms parlano di appuntamenti con i clienti, in poche parole: “Ti confermo oggi, Trieste Salario alle diciotto. Va bene? Vittorio. Se ok ti mando l’indirizzo”, “Io ti aspetto anagnina ok fammi sapere grazie”. Trattative sul prezzo, riporta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: 400 per voi due insieme”, “e vabbè facciamo 300“.

O anche:

“Sono ad una riunione e non posso chiamare ora per incontrarci ci vediamo quando torni da Ponza, domani sera devo accompagnare ad una festa mia figlia e non posso muovermi, ci sentiamo più tardi… di alla tua amica se ha voglia di incontrarmi prossimamente”.

Perché si tratta di uomini impegnati, spesso con famiglia, come nella più comune delle storie di prostitute e clienti. In quella di Azzurra e Aurora ci sono poi le loro famiglie, soprattutto le loro madri (i padri non si capisce bene dove siano). Una madre mezzana e un’altra preoccupatissima, tanto da far esaminare computer e telefonino della figlia da un investigatore privato, per capire che succedeva, come mai la ragazza fosse sempre in giro, piena di soldi e capi griffati e sempre aggressiva, tanto da minacciarla più volte.

E’ questa madre che riceve due lettere anonime che parlano di droga e incontri sessuali. Nella borsa della figlia la donna trova delle dosi di cocaina. Quella che alcuni clienti davano al posto dei soldi come pagamento. A quel punto la donna ha denunciato. Era il 9 agosto. E la prova presentata ai carabinieri sono stati proprio tutti quegli sms.