Baby squillo: “Con i clienti in jeans, non dovevamo sembrare più grandi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2014 17:11 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2014 17:12

prostituzione2_casa_chiusa_0ROMA – All’inizio della loro “attività”, le baby squillo si truccavano e indossavano abiti provocanti per incontrare i clienti. Per sembrare più grandi, dice una di loro. Un’abitudine subito abbandonata, per più comodi jeans e maglietta, perché era chiara l’età che avevano e perché ai clienti non interessava proprio avere a che fare con adulte. E’ quello che dice una delle ragazze durante un’udienza per l’incidente probatorio. Ai magistrati dice:

“All’inizio quando abbiamo cominciato ci truccavamo per sembrare più grandi…quando abbiamo visto che ad alcuni (clienti, ndr) non gliene fregava niente e, da come parlavamo, sembrava che avevamo 15 anni ci vestivamo normali”. Agli appuntamenti le due, spiega la ragazzina, andavano “in jeans e maglietta e truccate normali”. Non avevano dunque l’esigenza, spiega, “di sembrare più grandi” dei loro 15 e 16 anni. “All’inizio – dice la ragazzina – ci mettevamo a volte i tacchi, poi era estate quindi io per esempio mi mettevo le zeppe… però poi avevamo capito la situazione com’era e ci vestivamo normali, cioè jeans e maglietta”. Il giudice chiede: “ma com’era la situazione?” e la ragazzina specifica “che non dovevamo per forza apparire… cioè, noi più che altro ci mettevamo i tacchi e ci vestivamo il più elegante possibile per sembrare più grandi. Quando poi abbiamo visto che ad alcuni non gliene fregava niente e ad altri sembrava un po’ come noi parlavamo che c’avevamo 15 anni, quindi alla fine ci vestivamo normali”. E ancora la ragazzina precisa: “certo, se ci capitava che se magari dovevamo andare ad una cosa di sera certo io magari mi mettevo il rossetto rosso o rosa però truccate sempre normali, niente di che”.

La più giovane delle due ragazzine ha anche battibeccato in aula con l’avvocato di uno dei presunti clienti che aveva chiesto conto dei suoi tatuaggi:

“Non dico cosa c’è scritto sui miei tatuaggi perchè lo andate a dire ai giornalisti”. La ragazzina, in base a quanto emerge dal verbale, sembra irritata dalle domande del penalista sui tatuaggi. “C’ho i tatuaggi, cioè ho detto che c’ho i tatuaggi, sono grandi, perché mi devono…”, sbotta la ragazza durante l’atto istruttorio. E poi dice esplicitamente: “non dico cosa c’è scritto sui tatuaggi perchè lo dite ai giornalisti”.