Baby squillo, investigatore della mamma e presunto “pizzo”: “100 euro o parlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2014 17:46 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2014 17:47

prostituzione2_casa_chiusa_0ROMA – “Cento euro a settimana o dico tutto alla mamma”. Tra le carte dei verbali dell’incidente probatorio delle due ragazzine coinvolte nel giro di prostituzione minorile a Roma spunta anche un episodio di quello che sembra un tentativo di ricatto portato avanti da un investigatore privato assoldato dalla madre di una delle due ragazzine per fare luce sulla vita della figlia. Il pm chiede alla ragazzina se l’amica le avesse mai raccontato di un cliente che le aveva chiesto soldi “per non dire quello che faceva alla mamma”. La ragazzina risponde che l’amica le raccontò che “un uomo si era presentato come cliente nell’appartamento ai Parioli” e le disse “Guarda, io sono un investigatore privato e tua madre mi ha mandato qua”.

Poi l’uomo chiese “cento euro a settimana” per tacere. L’uomo con la ragazzina a quanto pare consumò anche un rapporto sessuale. “La mia amica ha cominciato a dirgli che aveva 16 anni, dove abitava…lui l’ha spinta a dire la verità… gli faceva capire che lui già sapeva – dice la ragazzina- poi le disse ‘se non vuoi’ e lei disse ‘ti prego, ti prego, ti prego non glielo dire a mia madre”. La ragazzina aggiunge però di non ricordare se l’amica le disse che fu lei a proporre all’uomo dei soldi per tacere (“ti do il doppio di quanto ti ha dato mia madre”) “oppure glieli ha chiesti lui”. Fatto sta che la ragazzina al giudice spiega che l’amica le raccontò che l’uomo alla fine disse “cento euro alla settimana, se non me li dai racconto tutto a tua madre”. Fu la mamma della maggiore delle due ragazzine a dare l’avvio all’indagine non riuscendo a capire come la figlia si procurasse il denaro. La mamma dell’altra ragazzina è indagata perché, secondo l’accusa, sapeva dell’attività della figlia e tratteneva per sè parte dei soldi.