Cronaca Italia

Baby squillo Parioli, c’erano anche altre ragazzine pronte a vendersi

Baby squillo Parioli, c'erano anche altre ragazzine pronte a vendersi

Baby squillo Parioli, c’erano anche altre ragazzine pronte a vendersi

ROMA – C’erano anche altre ragazzine pronte a svendersi per soldi facili nel giro di prostituzione delle baby squillo ai Parioli, quartiere della Roma bene. La più piccola delle due, Agnese, lo ha detto al gip durante l’incidente probatorio chiesto dalla procura di Roma.

Ha raccontato che Mirko Ieni, l’ex barista della Luiss, arrestato insieme ad altre cinque persone per sfruttamento della prostituzione, non solo aveva affittato l’appartamento ai Parioli dove avvenivano gli incontri a pagamento, ma avrebbe cercato di mettere in piedi un vero e proprio mercato selezionato della prostituzione. Nel suo “book” solo escort italiane, giovani, meglio se baby.

“Una volta io e la mia amica abbiamo incontrato altre due ragazze che gestiva Ieni“, ha raccontato Agnese in un’aula di piazzale Clodio.

Poi tenta disperatamente id scagionare la madre: “Ma voglio ribadirlo mia madre non sapeva nulla della prostituzione. Pensava che spacciassi. Per un periodo le ho dato cento euro al giorno, ma solo perché era in difficoltà economica. E quando mi spronava a muovermi, come risulta dalle intercettazioni, lo faceva per mandarmi a scuola e non ai Parioli”.

Tra le persone indagate, infatti, oltre a cinque clienti tra cui il commercialista Riccardo Sbarra e Marco Galluzzo, che era anche il pusher delle due ragazzine, c’è anche la mamma di Agnese.

Agnese, ha ribadito al gip, le sue ragioni: “Mi piaceva l’idea di fare tanti soldi e farli in modo rapido e senza faticare troppo. Ho visto che la mia amica si poteva permettere tutto. Acquistava vestiti di marca e cellulari di ultima generazione: volevo farlo anche io”.

E ai clienti che le domandavano quanti anni avesse rispondeva: “18, 19 anni. A conoscere la verità credo fosse solo Mirko Ieni. Lui dovrebbe averlo intuito”.

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