Baby squillo Parioli, Mirko Ieni: “L’Italia è un Paese bigotto…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Novembre 2013 20:43 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2013 20:44
mirko-ieni

Mirko Ieni

ROMA – Mirko Ieni racconta la sue versione al giudice. Lui e le baby prostitute dei Parioli erano “complici” di un “gioco”. Non sapeva fossero minorenni, con quei tacchi, quelle forme, quel trucco. E, soprattutto, la “sua” verità è che l’Italia è un Paese bigotto e non accetta questi “giochi”.

Mirko Ieni ha spiegato che anche lui si prostituiva e non obbligava le ragazze ad avere rapporti: “Mi posso prostituire – racconta l’uomo – anche per conto mio, come in coppia o guardoni, non ho mai forzato nessuno, obbligato nessuno, minacciato nessuno. Eravamo complici, amici di uno stesso gioco forse perverso. Eravamo complici e amici del fatto di farlo quasi insieme. Cioè, chi voleva una volta la donna, chi voleva l’uomo, chi voleva insieme guardasse. Può essere visto da un punto di vista etico e forse siamo in un Paese bigotto, cose che all’estero forse viene visto diversamente“.

Ieni riferisce anche di non aver saputo che le due ragazze fossero minorenni: “Quando sono venuto al corrente della loro minore età io sono rimasto sconvolto come voi“, dice al giudice. Il pm spiega invece al giudice che le due nell’aspetto non sembrano maggiorenni, in particolare una che “è proprio una bambina, cioè piccolissima”. Ieni replica dicendo che “non è vero che sembrano più piccole, perchè ci hanno tutte quasi un metro e 70, sono tutte e due molto prorompenti, molto sveglie, sempre truccate”.