“Bacio omosex” su 200 manifesti in Friuli, scoppia la polemica

Pubblicato il 13 maggio 2010 19:56 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010 20:17

Suscitano polemiche i 200  grandi manifesti per le strade di Udine e Pordenone con l’immagine di coppie omosessuali che si baciano “per rappresentare la spontaneità del loro affetto” e raccontare di un Friuli “capace di vivere le differenze come una ricchezza condivisa”. Questa l’iniziativa dell’ Arcigay e Arcilesbica delle due città per celebrare i venti anni della nascita dell’associazione.

Mentre, infatti, le amministrazioni comunali di Udine e Pordenone, guidate da Furio Honsell e Sergio Bolzonello, entrambi di centrosinistra, hanno patrocinato la campagna gay, il presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, ha tuonato contro i baci omosex. “E’ un’ ostentazione pubblica fuori luogo di orientamenti sessuali privati”, ha stigmatizzato Ciriani rigettando qualunque “esibizione di machismo” ma aggiungendo un po’ di sarcasmo.  “I baci omosessuali non sono neanche più trasgressivi – ha detto – e considerate le immagini con le quali, ogni giorno, ci bombardano i media, ormai sarebbe più trasgressivo mostrare una famiglia tradizionale”.

Arcigay e Arcilesbica, naturalmente, sono più che convinti della validità della campagna con i baci omosex, bocciati nei giorni scorsi anche dall’amministrazione comunale di Bergamo che ha bloccato una mostra fotografica di baci omosessuali. “Questi venti anni di impegno sociale e passione – ha affermato il vicepresidente di Arcigay Udine, Giacomo Deperu – hanno aiutato senz’altro a cambiare la società. Ci abbiamo messo il cuore – ha spiegato – e ora ci abbiamo messo la faccia, con un bacio omosessuale pubblico quale segno di riconciliazione verso una società che comincia pian piano ad accettarci. E’ un semplice bacio espressione spontanea dell’affettività che lega due persone. Eppure – ha concluso – quando questo bacio riguarda due uomini o due donne, trova ancora la resistenza di molte persone”.