Balducci e l’ombra della prostituzione gay, Vaticano caccia corista nigeriano

Pubblicato il 3 Marzo 2010 16:35 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2010 16:46

Angelo Balducci

Alle 14 del pomeriggio le agenzie battono la notizia che il Vaticano ha deciso di cacciare dal coro di San Pietro il nigeriano Chinedu Thomas Ehiem. La notizia  dà corpo a ciò che in mattinata è pubblicato sui giornali: nuova ipotesi di accusa per Angelo Balducci, l’ex numero uno del Consiglio superiore dei lavori pubblici, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti. Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile, questa la nuova ombra. E il procacciatore degli incontri ha un nome, scritto nero su bianco: Chinedu Thomas Ehiem, proprio il corista cacciato ora dal Vaticano.

Nella informativa dei Ros pubblicata si legge: «Nell’ambito del procedimento penale in oggetto è emerso che l’ingegner Balducci Angelo, per organizzare incontri occasionali di tipo sessuale, si avvale dell’intermediazione di due soggetti, che si ritiene possano far parte di una rete organizzata, operante soprattutto nella Capitale, di sfruttatori o comunque favoreggiatori della prostituzione maschile».

I due uomini sarebbero appunto Thomas Ehiem, il corista di San Pietro detto “Mike” e Lorenzo Renzi, 33 anni. I giornali pubblicano anche le loro conversazioni con Balducci. Ehiem e Renzi parlano dei ragazzi da portare agli incontri, delle loro misure, qualità, caratteristiche. Spesso, si legge, i ragazzi frequentano il seminario oppure sono extracomunitari in cerca di permesso di soggiorno. Ad ascoltare le proposte dei due “procacciatori”, dall’altra parte della cornetta, c’è Balducci, chiamato “Gentiluomo di sua Santità”.

«Angelo… Io non ti dico altro – dice il corista proponendo un ragazzo a Balducci – É alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni, completamente attivo». «Ho una situazione di Napoli», si sente in un’altra conversazione e poi in un’altra ancora: «Ho un tedesco appena arrivato dalla Germania». Ancora: «Ho due neri».

Sulla vicenda è intervenuto anche Franco Coppi, l’avvocato difensore di Balducci: «E’ una vergogna che vengano pubblicate sui giornali cose che non c’entrano nulla con l’inchiesta. Quando abbiamo visto insieme a Balducci gli articoli c’era quasi da ridere: siamo pronti ad azioni legali».