Il bambino ha bisogno di ossigeno: bolletta non pagata, gli staccano la luce

di Stefano Silvestre*
Pubblicato il 11 Febbraio 2010 17:25 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2010 17:25

«Aiutateci, ci hanno staccato la luce, nostro figlio ne ha bisogno per vivere». Questa la chiamata disperata di Debora Russo, arrivata ieri alla centrale operativa dei carabinieri di Rovigo. La donna, madre di un bambino di 15 mesi malato di broncodisplasia, non è riuscita a pagare la bolletta della luce di 220 euro e l’Enel gli ha tagliato la fornitura. Ma la corrente elettrica è necessaria per far funzionare il respiratore di cui ha bisogno il piccolo.

Dopo l’intervento dei carabinieri, i servizi sociali del Comune hanno dato alla famiglia i soldi necessari a pagare la bolletta. Il bambino ha bisogno di una temperatura costante, oltre che dell’ossigeno ma, a causa dei mancati pagamenti, era già stata interrotta l’utenza del gas. Per questo i genitori del piccolo hanno usato una stufa elettrica, che ha fatto salire ancora di più la bolletta dell’Enel.

Il padre è impiegato in una ditta impiantistica del padovano, ma il lavoro è stato sospeso e l’uomo non ha ancora ricevuto la cassa integrazione. Così non ha più i soldi per pagare i conti. La madre ha aggiunto di aver già chiesto un aiuto al Comune, che è stato respinto in quanto la famiglia risulta avere un reddito alto. Ma sarebbe relativo allo scorso anno, quando il padre lavorava a tempo pieno. Inoltre la domanda di invalidità per il bambino, che aiuterebbe la coppia con un fondo di 250 euro mensile, è rimasta senza risposta e i soldi per i pannolini arrivano dal Movimento per la vita.

*Scuola di giornalismo Luiss