Cronaca Italia

Banche in crisi: i rischi per i clienti

Banche in crisi: i rischi per i correntisti

Banche in crisi: i rischi per i correntisti

ROMA – Banche in crisi? Cosa rischiano i client? Se la banca va in crisi, oggi è in particolare Mps, chi ha azioni della banca rischia che il loro valore venga praticamente annullato in caso di “bail-in”. Lo stesso vale per chi ha in tasca obbligazioni così dette subordinate. Chi ha un conto in banca rischia (poco) solo per la cifra superiore a 100mila euro. Gli obbligazionisti che non hanno subordinate, i conti correnti fino a 100mila euro, le cassette di di sicurezza e di depositi titoli, non rischiano nulla. Queste le regole.

Dopo i 20 miliardi stanziati dal Governo con il decreto salva banche, a cosa si va incontro se la nostra banca va in crisi e cosa cambia per depositi, fondi comuni, gestioni patrimoniali e cassette di sicurezza? Per Mps sono possibili due scenari: intervento dello Stato e “burden sharing” oppure “bail-in”, cioè salvataggio a carico di azionisti, obbligazionisti e correntisti. Ma poi nell’effetto pratico, quali sono i rischi reali per i clienti? Li ha elencati Michelangelo Borrillo per Il Corriere della Sera.

Azionisti. Gli azionisti sono quelli che rischiano di più. Se, nel caso del Monte dei Paschi di Siena, anche il salvataggio privato riuscisse è più facile che le nuove azioni siano emesse a un prezzo vicino al minimo di 1 euro che non a quello massimo di 24,9 euro, azzerando o quasi, di fatto, il capitale esistente (l’attuale valore della banca potrebbe scendere fino a 29 milioni di euro).

Correntisti. I titolari di conto corrente sono gli ultimi ad essere coinvolti nel caso di crisi bancaria e lo verrebbero solo in caso di “bail-in” per chi ha depositi sopra i 100 mila euro e solo per la parte superiore a quella soglia. Ciò non vale soltanto per il Monte Paschi, ma per tutti i correntisti la cui banca dovesse far ricorso a un salvataggio dall’interno (appunto, bail-in), vale a dire una ristrutturazione della banca fatta coinvolgendo nelle perdite azionisti, poi obbligazionisti e infine depositi oltre i 100 mila euro. Chi ha una cassetta di sicurezza, così come i titolari di conto titoli, non corre alcun rischio perché la banca svolge il ruolo di custode dei beni o degli investimenti.

Bond. Gli obbligazionisti subordinati, tra i titolari di bond di Mps, sono quelli più a rischio di perdite. Nel caso in cui dovesse riuscire il salvataggio privato chi convertirà si troverà in mano titoli Mps, esponendosi alle incertezze sul rilancio della banca, mentre chi non convertirà conserverà le proprie obbligazioni e verrà rimborsato a scadenza.

Obbligazionisti senior. Sono gli obbligazionisti più garantiti, che potrebbero essere chiamati a contribuire al salvataggio, comunque dopo azionisti e obbligazionisti subordinati, solo in caso di “bail-in”. Non corrono rischi se il salvataggio privato andrà in porto.

Fondi comuni e gestioni. Nel caso di detentori di fondi comuni o in quello delle gestioni patrimoniali non c’è un rapporto di credito diretto con la banca. Il patrimonio dei fondi è separato da quello dell’istituto, mentre, nel secondo caso, la banca ha solo una delega per la gestione. Non c’è quindi alcun rischio.

 

 

 

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