Bar Milano, il caso del locale che non riapre più e viene multato di 68 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2020 14:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2020 14:53
Bar Milano, il caso del locale che non riapre più e viene multato di 68 euro

Bar Milano, il caso del locale che non riapre più e viene multato di 68 euro (Foto Ansa)

A Milano c’è un bar che ha chiuso a causa del lockdown di marzo, poi non ha più riaperto e viene multato di 68 euro.

Un bar a Milano chiuso per lockdown. Poi rimasto chiuso per crisi e in più multato per aver comunicato in ritardo la sospensione dell’attività. Solo 68,33 euro di multa, ma sono soldi che hanno il sapore della beffa dopo il danno.

La storia viene riportata da Cristina Bassi per Il Giornale che riporta le parole dell’esercente milanese. “Una follia, un provvedimento vessatorio verso chi sta già pagando un prezzo altissimo alla pandemia”, denuncia Pino Scalise, titolare di un locale nel centro di Milano.

Racconta l’esercente milanese: “Ho chiuso il bar in osservanza al Dpcm e mi hanno sanzionato per non aver comunicato la chiusura entro i termini stabiliti. Con tutto quello che è successo, purtroppo mi sono trovato costretto a sospendere l’attività di questo mio locale e preso dalla gestione della grave crisi che ci ha investito, ho omesso di comunicarlo, come invece dovrebbe prevedere la legge”.

Una comunicazione di poca importanza?

L’esercente del bar spiega: “Una comunicazione che, per gli stessi miei motivi, probabilmente centinaia di migliaia di pubblici esercizi in Italia hanno tralasciato. Non ne faccio certo una questione di soldi, è piuttosto un problema politico. Mi chiedo se sia accettabile che un imprenditore debba chiudere per legge, contro la propria volontà, e debba per giunta essere punito con una sanzione. Il verbale amministrativo fortunatamente ammonta a soli 68 euro, ma lo segnalo perché lo ritengo ingiusto, paradossale, inutile e vessatorio”.

Ad ogni modo la multa è stata comminata dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. E recita che il titolare “ha omesso di comunicare al Repertorio economico amministrativo (Rea) entro i termini prescritti la seguente notizia: sospesa attività nella unità locale di Milano via”. (Fonte Il Giornale).