Barbini sfregiato con acido: “Non so se avrò il coraggio di stare tra la gente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 17:43 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 17:45
Barbini sfregiato con acido: "Non so se avrò il coraggio di stare tra la gente"

Alexander Boettcher e Martina Levato

MILANO – “Non so se avrò il coraggio di stare tra la gente”: sono le parole disperate di Pietro Barbini, il giovane milanese sfigurato con l’acido il 28 dicembre del 2014 dalla sua ex Martina Levato e dal compagno di lei, il broker Alexander Boettcher. 

“Io non so se avrò il coraggio ancora il mio desiderio era stare in mezzo alla gente. Forse è meglio che mi dedichi alla musica, che è la mia passione e faccia colui che mixa al buio”. Queste parole di Barbini, sfigurato con l’acido lo scorso dicembre, sono state riportate nelle motivazioni della condanna a 14 anni per Alexander Boettcher e Martina Levato. Barbini dice che il suo desiderio era avere “il contatto con il pubblico” e lavorare “nell’ambito della finanza”.

Ma quel giorno di dicembre, sotto la pioggia, tutte queste speranze si sono sciolte nell’acido muriatico che gli ha “divorato i lineamenti del viso, deformandolo per sempre”, come ha detto l’avvocato di parte civile, Paolo Tosoni, in Aula.

Secondo il Tribunale l’attenzione “dell’opinione pubblica” “si è concentrata su Martina e Alexander, “definiti dai media la ‘coppia diabolica’, e a suscitare scalpore sono stati anche i particolari intimi della loro relazione; poco, quasi nulla si è parlato della grande sofferenza che ha pervaso l’intero processo, diventandone la vera protagonista; sofferenza della persona offesa, dei due imputati e di tutte le persone che, direttamente o indirettamente, sono state coinvolte nell’agghiacciante aggressione del 28 dicembre in via Carcano”. Invece Martina Levato e Alexander Boettcher, ha spiegato il Tribunale nelle motivazioni per le condanne a 14 anni della coppia, “non hanno mai esternato pena o dolore” e si sono dimostrati “insensibili” e privi di “sentimenti”.