Bari. L’università di parentopoli si chiede: “La moglie è un parente?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2014 11:15 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 11:25
Bari. All'università di parentopoli ci si chiede: "La moglie è un parente?"

Bari. All’università di parentopoli ci si chiede: “La moglie è un parente?”

BARI – L’università di parentopoli si chiede: “La moglie è un parente?” All’Università di Bari è sorto un dubbio amletico: “la moglie o il marito sono da considerarsi parenti?” Il momento è delicato, l’occasione propizia: c’è il bando per l’assunzione di 31 professori associati. L’Università si è fatta una cattiva reputazione, “parentopoli” la chiamano (a Economia nel 2008 un professore su 4 aveva un parente nella stessa facoltà). La legge sembra chiara ma è scritta in modo da lasciare un buco interpretativo, a voler esser pignoli: la legge Gelmini vieta le assunzioni in facoltà “di parenti e affini fino al quarto grado”.

Da cui la domanda partorita dal Collegio dei Garanti, tutti professoroni abituati a spaccare il capello in quattro: facciamo come ci dice il codice etico o osserviamo alla lettera la legge dove non c’è traccia né menzione delle parole moglie, marito, coniuge? Sull’arduo dilemma il Senato accademico è chiamato ad esprimersi. Il presidente del Collegio ha invitato tutti a interpretare la legge in modo corretto, in pratica li ha pregati di non fare i furbi.

Tanto più che esiste già una sentenza dell’Abruzzo che ha annullato l’assunzione di un coniuge all’Università di Teramo basata proprio sul fatto che la legge non citi espressamente i coniugi in tema di limiti nelle assunzioni: “se l’affinità presuppone il coniugio, la ragione di incompatibilità riferita all’affinità (si badi, fino al quarto grado), a maggior ragione, deve valere per il coniugio” dice la sentenza. Non sembra di difficile né oscuro, forse non esattamente fluido e stilisticamente poco apprezzabile. Ma chiaro. Come chiari sono i motivi di una certa reputazione.

Il tormentone di Parentopoli, all’ateneo «Aldo Moro» di Bari, va avanti da tempo immemorabile. «Per anni giornali, settimanali, libri e tv hanno elevato agli onori della cronaca i casi di alcune famiglie particolarmente portate alla carriera accademica — scrive Roberto Perotti già nel 2008 —. Nella facoltà di Economia sono noti i casi della famiglia Girone, con l’ex magnifico rettore Giovanni professore di Statistica, la moglie Giulia Sallustio, tre figli, un genero tutti docenti nella stessa facoltà; o della famiglia Massari, con Lanfranco professore di Economia aziendale, due fratelli, e almeno cinque tra figli e nipoti, a Bari e atenei limitrofi; o della famiglia Tatarano, con il padre Giovanni e due figli, tutti docenti di Diritto privato e tutti nello stesso corridoio». (Gian Antonio Stella, Corriere della Sera)