Bari, scarica app Immuni e risulta a rischio coronavirus: “Costretta alla quarantena ma non mi fanno il tampone”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 16:10 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 16:10
Bari, scarica la app Immuni e risulta a rischio coronavirus. E scatta la quarantena

Bari, scarica app Immuni e risulta a rischio coronavirus: “Costretta alla quarantena ma non mi fanno il tampone” (Foto archivio Ansa)

BARI  –  Scarica la app Immuni sul telefonino e poi risulta a rischio positività di coronavirus e deve quindi restare in casa per una quarantena cautelare di due settimane. E’ l’avvenuta capitata ad una donna di Bari. 

La donna, 63 anni, non l’ha comprensibilmente presa bene. “La mia colpa? Aver scaricato la app Immuni, aver avuto senso civico”, ha denunciato a La Gazzetta del Mezzogiorno. 

Tutto ha avuto inizio lo scorso sabato. “Sono stata un paio d’ore al mare – ha raccontato la donna – osservando il distanziamento interpersonale. In serata io e mio marito siamo andati a cena con parenti, sempre osservando le norme di sicurezza, a partire dall’uso delle mascherine nei casi previsti. Domenica mattina sono stata un’oretta al mare, in un punto di litorale non affollato, in compagnia di mia cugina, prima di lasciare la villa e rientrare a casa in città per il pranzo”.

App Immuni segnala il rischio positività. E scatta la quarantena

Nel pomeriggio la app le ha inviato un segnale di allerta, un codice da comunicare al medico di base, che il giorno seguente avvisa la Asl.

Nel pomeriggio di martedì la donna viene contattata via email e telefono dal Dipartimento di prevenzione e scatta la quarantena cautelare di 15 giorni.

A quel punto però la signora ha contattato la Asl chiedendo di poter provare la propria negatività con il test sierologico o con un tampone. Invano. 

La signora di Bari: “Impossibile che sia positiva al coronavirus”

Eppure lei è certa di essere negativa. “È impossibile – garantisce – e per una serie di ragioni oggettive. Va premesso che la app segnala i “potenziali” contatti a rischio coi quali si è stati a distanza ravvicinata per 15 minuti nelle 24 ore precedenti all’invio dell’allerta. Ebbene, in spiaggia io e mia cugina siamo state distanti dagli altri; a cena con i parenti abbiamo utilizzato i dispositivi di protezione e osservato le norme di igiene. Non solo, tagliamo la testa al toro: mia cugina e gli altri miei parenti non hanno scaricato l’applicazione e quindi non possono essere “sospettati”. E, per giunta, il bollettino della Regione venerdì e sabato segnalava zero casi in provincia di Bari”.

Tra l’altro, scrive la Gazzetta del Mezzogiono, il marito e la figlia della signora si sono peraltro sottoposti al tampone in settimana e sono risultati negativi. 

Il problema dei falsi positivi è già emerso e gli sviluppatori della app sono al lavoro alle soluzioni. 

Nel frattempo la donna lamenta: “Non riesco a tollerare questa limitazione della libertà. Pensavo di vivere in uno Stato democratico non in Corea del Nord. Sono agli arresti, ma senza aver avuto nemmeno diritto a un regolare processo. Anche se sto benissimo, andrò a fare il tampone privatamente, visto che il servizio sanitario pubblico me lo nega. Eppure dalla Regione sento ripetere che la gestione dell’emergenza è stata ed è fantastica. Che i casi di contagio sono a zero, che la app Immuni non ne ha segnalato nessuno. E il mio caso allora?”. 

Alla fine la donna ha disinstallato la app “e ho consigliato a parenti e amici di fare altrettanto”. (Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)