Bari, inchiesta su Tarantini: no del tribunale a 11mila intercettazioni

Pubblicato il 12 Marzo 2012 17:15 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2012 17:28

BARI, 12 MAR – Sono definitivamente fuori dal processo 11.000 intercettazioni fatte nell’ambito dell’indagine sulla presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso con a capo i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini e il politico pugliese Tato Greco, dichiarate inutilizzabili dal tribunale di Bari il 28 marzo 2011. Lo ha stabilito la prima sezione del tribunale (presidente Giovanni Mattencini) rigettando la richiesta del pm Lidia Giorgio di una nuova declaratoria di utilizzabilita’.

Dalla planimetria del Palagiustizia di via Nazariantz risalente al 2002, chiesta dal presidente Mattencini nella scorsa udienza, e’ emerso che la sala nella quale vennero ascoltate quelle intercettazioni, al piano interrato del palazzo, non era in uso alla Procura, come sostenuto dal pm, ma alla polizia giudiziaria, come sostenuto dalla difesa di Tarantini, che aveva gia’ chiesto ed ottenuto l’inutilizzabilita’ delle intercettazioni. L’esclusione dal processo dei colloqui intercettati ha di fatto quasi azzerato le prove a carico degli imputati, come i presunti coca-party tenuti nella villa di Giovinazzo (Bari) di Gianpaolo Tarantini, tra il luglio 2002 e il febbraio 2003. Del resto anche tutti i collegamenti tra Greco, coordinatore regionale de ‘La Puglia Prima di Tutto’, e Tarantini erano contenuti nelle conversazioni. Restano agli atti i documenti acquisiti nel corso delle indagini, (per esempio i pagamenti dei viaggio che proverebbero il prezzo della corruzione) e alcuni stralci di interrogatorio di Gianpaolo Tarantini risalenti agli ultimi anni. Il processo e’ quello nei confronti di Greco, dei fratelli Tarantini e di ex primari di ortopedia di alcuni ospedali pugliesi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione e falso. Secondo l’accusa i vertici delle aziende ospedaliere pugliesi sarebbero stati influenzati nell’acquisto dei prodotti sanitari commercializzati dalle societa’ dei due imprenditori. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2001 e il 2004.