Bartolomeo Gagliano, il giudice: “Il permesso su basi legittime”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2013 14:32 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2013 14:55
Bartolomeo Gagliano

Bartolomeo Gagliano

GENOVA – Il permesso a Bartolomeo Gagliano? Legittimo. Lo dice il giudice che quel permesso l’ha firmato e già ne aveva firmati altri due da quando era detenuto per alcuni furti e rapine.

“Il permesso è stato rilasciato su basi legittime, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico”, ha detto il giudice del tribunale di sorveglianza Daniela Verrina. 

Gagliano è evaso mercoledì proprio approfittando di un permesso premio. Poche ore dopo la fuga il direttore del carcere Marassi dove era detenuto ha detto di non sapere nulla dei delitti commessi e già scontati dall’uomo: era a conoscenza solo dell’ultimo reato, una rapina del 2005. A detta del direttore anche il giudice di sorveglianza non sapeva dei 3 omicidi e delle 6 evasioni per i quali Gagliano aveva già scontato la sua pena. Il giudice Verrina si appella alla speranza:

“Continuo a avere la speranza che questa persona capisca che si è messa in un vicolo cieco e che comprenda anche che ha un’unica opportunità: tornare indietro”.

Il primo permesso premio orario concesso a Bartolomeo Gagliano ”è stato firmato nell’agosto di quest’anno. Si trattava di un permesso premio orario subordinato all’accompagnamento da parte del cappellano del carcere” . C’era stato un altro permesso invece, concesso a maggio, ed era un permesso per necessità per seguire la madre anziana. L’aggancio con il dipartimento di salute mentale – oltre al buon esito del primo permesso – con lo studio delle relazioni medico-psichiatriche, ha portato al secondo permesso in regime di detenzione domiciliare con l’accompagnamento del fratello in tutti gli spostamenti. Entrambi i permessi premio prevedevano un appuntamento prefissato al dipartimento di salute mentale di Savona. Il ‘caso’ di Gagliano “è stato uno dei più studiati in quest’ufficio – ha concluso Verrina – e alcune delle istanze del detenuto vennero rigettate per le gravi difficoltà che allora palesava”.

Il presidente del tribunale di sorveglianza, Giorgio Ricci, ha detto:

“E’ normale, a fine pena, aiutare i detenuti a reinserirsi nella società – ha detto il presidente del tribunale di Sorveglianza Giorgio Ricci -, riavvicinarli al territorio e ai servizi che dovrebbero averlo in carico quando finisce la pena. Ed è opportuno che vi si avvicini gradualmente. Non possiamo farli stare in carcere fino all’ultimo giorno e poi buttarli per la strada”.