Basta allevamenti 'lager': nuove norme anti-vivisezione

Pubblicato il 19 ottobre 2011 20:04 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 20:06

ROMA, 19 OTT – Stop agli allevamenti di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione. Lo stabilisce un emendamento, approvato in commissione Affari Sociali della Camera, alla normativa che recepisce la legge comunitaria del 2011 e che riguarda la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.

E questo avviene dopo pochi giorni dal 'caso' Green Hill, a Montichiari, in provincia di Brescia, la struttura tristemente famosa perche' ospita, ogni anno, circa 2.000 cani beagle destinati alla vivisezione (unica in Italia) e che ha portato attivisti fin sopra al tetto della stessa struttura per protestare.

''E' avvenuta una rivoluzione culturale'', ha esultato il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, presidente del Comitato per la creazione di una Italia 'animal friendly'.

''Sono il primo ministro a porre certi temi in Consiglio dei Ministri – ha aggiunto – e alcune volte, all'inizio, non e' stato facile. Ma un terzo di famiglie italiane ha animali e il 90% li ama''.

Per il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, l' emendamento e' ''equilibrato'' perche' non solo vieta l' allevamento di animali domestici destinati alla vivisezione ma ''tiene anche conto'' dello ''sviluppo dei metodi alternativi'' all'uso di animali a scopi scientifici.

Le norme, che diventeranno definitive con l'approvazione del provvedimento che in Italia recepisce la legge comunitaria 2011, prevedono infatti anche l'implementazione dei metodi alternativi all'uso di animali a fini scientifici destinando a questo scopo congrui finanziamenti; la formazione di personale esperto nella sostituzione degli animali con metodi in vitro.

Vengono vietati anche esperimenti che non prevedano anestesia qualora provochino dolore all'animale e si definisce un quadro sanzionatorio appropriato. Vietato inoltre l'utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via d'estinzione a meno che non risulti obbligatorio da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo.

Piena la soddisfazione da parte Pdl con Michele Scandroglio relatore in Commissione della Comunitaria 2011, Basilio Catanoso, Paola Frassinetti e Gabriella Giammanco. ''Il nostro emendamento – ha spiegato Giammanco – permettera' di ridurre drasticamente il ricorso a cani, gatti e scimmie negli esperimenti''.

Esultano le associazioni: ''Se l'emendamento sara' difeso anche nei successivi passaggi da parlamentari e Governo salvera' la vita a decine di migliaia di animali'', afferma la Lega Antivivisezione. ''Mi auguro che gli allevamenti alla 'Green Hill' diventino soltanto un brutto ricordo del passato'', dice la presidente nazionale dell'Enpa Carla Rocchi.

Voce fuori dal coro quella di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri: nella sua attuale formulazione l' emendamento ''non cambia molto le cose rispetto all'attuale legislazione italiana''. ''Scimmie, cani e gatti – dice – non si possono usare, a meno che non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo. E quale ricerca non lo e'?''.

In Italia sono 12 milioni gli animali utilizzati per gli esperimenti in Europa, 900 mila in Italia, di cui l'80% sono ratti ma ci sono anche conigli, cani e gatti.