Battaglia anti Covid, disertori tra medici famiglia e prof. E 800 mila imbucati del vaccino nella Sanità

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 Febbraio 2021 10:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2021 10:08
Battaglia anti Covid, disertori tra medici famiglia e prof. E 800 mila imbucati del vaccino nella Sanità

Battaglia anti Covid, disertori tra medici famiglia e prof. E 800 mila imbucati del vaccino nella Sanità (Foto Ansa)

Battaglia anti Covid, anzi guerra: metafore belliche usate da un anno. Guerra, battaglia…tutti eroi o almeno combattenti dalla parte degli umani? Non proprio, non sempre. Si registrano diserzioni e imboscamenti. Disertori li chiama l’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato reagendo alla notizia pubblicata dal Messaggero secondo cui molti medici di famiglia, nonostante l’accordo nazionale di categoria, da lunedì non inizieranno come dovuto a vaccinare nei rispettivi studi. D’Amato dice: spero siano pochi a fare così. Il quotidiano prevede invece che saranno in tanti. 

Le ragioni dei medici di famiglia per sottrarsi, chiamarsi fuori

Medici di famiglia, quelli che annunciano che non vaccineranno in studio, che avranno di certo le loro ragioni. Forse difficoltà ad organizzare prenotazione, raccolta e somministrazione ai loro assistiti comportando questo una pianificazione e un carico di lavoro inediti. Forse il non volersi assumere il carico di responsabilità per probabili ritardi e quindi pressioni e lamentele degli assistiti.

Forse inadeguatezza di qualche studio (ma non si vede come, visto che in quegli studi tranquillamente vaccinano contro l’influenza), forse soggezione a mugugni condominiali (già, praticamente in ogni condominio non manca chi guarda con sospetto e ostilità ad attività mediche nel palazzo nella feroce ignoranza del “ci portano il virus a casa”). Forse altro. Quale che siano le ragioni, ragionato o ragionevole o meno che sia, è e resta un sottrarsi, un chiamarsi fuori, un disertare. Medici di famiglia, quasi cinquantamila. Per dirla con D’Amato, quanti saranno i disertori? Relativamente pochi ma ci saranno.

Covid: prof, inabili al servizio bellico

I prof, il corpo docente, i dirigenti scolastici, il personale amministrativo della scuola ha evitato in massa, ha escluso in massa la via della diserzione. Non ci sono disertori tra i “lavoratori della conoscenza” come si sono auto battezzati per via di sindacati. Non ci sono perché l’intera categoria ha trovato modo di dichiararsi inabile al servizio bellico. Potevano difendere, provare a riprendersi la scuola, la didattica, le lezioni, gli anni scolastici, il futuro dei loro allievi tutti devastati dalla chiusura delle scuole. Potevano, si sono chiamati fuori. Niente recupero di ore perdute, sarebbero ore suppletive di lavoro.

Niente recupero in classe, solo l’ipocrita valutazione caso per caso. La Dad alle superiori raggiunge in media solo il 60 per cento degli alunni? Dopo un anno di Dad a Milano che è Milano in ogni classe in media c’è un alunno che non si collega più? Dalle retrovie il corpo docente allarga le braccia (quando non minaccia di incrociarle in sciopero). Qua e là per il mondo si tenta di quantificare il danno sociale ed economico di mesi e mesi di scuola perduta. Quando quel maxi conto verrà definito, conteggiato, esibito e vissuto, una parte andrà messo in carico al corpo docente responsabile di aver impartito stavolta la lezione dell’armiamoci e partite.

Gli imbucati della Sanità

No, non sono coloro che si sono fatti riformare alla visita di leva per evitarla la leva. No, non sono i finti malati. E poi il servizio militare di leva non c’è più. C’è però altro che resta in vigore, immutabile anzi crescente nei decenni: la legge degli amici, conoscenti e affini. Amici, conoscenti e affini che sono per ciascun italiano molto più cittadini dei cittadini italiani che chi li conosce. Succede, è successo questo: 725 mila persone sono gli addetti alla Sanità pubblica e privata, tutti compresi, anche farmacisti.

Due dosi a testa fanno 1,4 milioni di dosi. Per vaccinare tutta la Sanità 1,4 milioni di dosi. Il settore sanitario di dosi ne ha avuto e somministrate 2,2 milioni. Differenza tra fabbisogno e distribuzione: circa 800 mila dosi. Chi le ha avute ed è stato con queste dosi vaccinato? Gli appartenenti ad Ordini professionali contigui alla Sanità, piccole catene ovviamente di territorio di attività vicine, quotidianamente vicine, alle strutture sanitarie, fasci di relazioni lavorative…

Appena usciti dal criterio rozzo e rigido della sola età anagrafica come regola della fila, il tessuto connettivo del nostro paese ha mostrato la sua fibra e la regola, il valore e il criterio dei conoscenti, amici e affini ha avuto il suo ampio spazio e le sue riconosciute e praticate precedenze nella fila per vaccinarsi.