Batterio al cervello, a Verona l’ospedale Borgo Trento chiude il reparto di maternità

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2020 14:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2020 14:18
Batterio al cervello, a Verona l'ospedale Borgo Trento chiude il reparto di neonatologia

Batterio al cervello, a Verona l’ospedale Borgo Trento chiude il reparto di neonatologia (Foto archivio Ansa)

VERONA  –  L’ospedale Borgo Trento di Verona chiude il reparto di neonatologia e pediatria. “Le abbiamo provate tutte, in questi mesi, ma non siamo ancora riusciti a debellare questo insidioso Citrobacter“, ha spiegato a L’Arena il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Integrata, Francesco Cobello. 

Il virus, che prende il cervello, ha colpito “una dozzina di neonati, per cui a questo punto (…) trasferisco i piccoli già ricoverati nella spina centrale (…) e così, a stanze vuote, bonifico a fondo gli ambienti in cui il batterio s’è insidiato”, ha chiarito Cobello.

Sempre il quotidiano veronese da diverso tempo segue i casi di bimbi morti oppure nati cerebrolesi.

Come la bimba di Elisa: “Mia figlia ha il 70 per cento del cervello bruciato. E’ nata sana il 4 marzo, prematura di 30 settimane, ma sana, e adesso ha un grave handicap neurologico. E’ stata tra la vita e la morte più volte durante i lunghi mesi di ricovero in Terapia intensiva neonatale a Borgo Trento. (…) è disabile (…) bisognosa di riabilitazione, di farmaci, di assistenza 24 ore al giorno”.

La decisione dell’ospedale di Verona dopo la diffusione del batterio che colpisce il cervello

Per questo la direzione sanitaria dell’ospedale di Borgo Trento ha deciso di chiudere temporaneamente la terapia intensiva neonatale e quella pediatrica.

Fermo anche il punto nascite, le partorienti sono state dirottare ad altre strutture del territorio.

Nei giorni scorsi proprio a L’Arena la dottoressa Giovanna Ghirlanda, responsabile della Direzione Medica Aoui, aveva ammesso: “Sì, il Citrobacter nella rianimazione neonatale circola e abbiamo provveduto più volte a fare la disinfestazione del reparto e la bonifica proprio per fermare le microepidemie che questo germe provoca una volta che attacca un ambiente”. (Fonte: L’Arena)