Bazzano, il custode Stefano Natalini: “Ho sparato in aria, non volevo uccidere. Spaventarli sì”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 6 Dicembre 2019 9:36 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2019 9:36
Bazzano, il custode Stefano Natalini: "Ho sparato dritto, non volevo uccidere. Spaventarli sì"

La villa a Bazzano dove Stefano Natalini ha esploso 5 colpi di pistola uccidendo un uomo (Ansa)

BOLOGNA – Non voleva uccidere, solo spaventare i ladri Stefano Natalini, 68 anni, il custode di Villa Gesso a Bazzano (Bologna) che giovedì all’alba ha sparato e ucciso uno dei ladri che cercavano di introdursi nella proprietà. Così ha detto al magistrato nell’interrogatorio fiume dopo la tragedia. “Se avessi voluto colpirli avrei sparato verso il basso – ha precisato – invece ho mirato verso la campagna, nel buio”. 

Il custode ha raccontato di aver prima sentito il rumore di un cancelletto esterno, poi ha avvertito qualcuno che, tentando di aprire la porta, cercava di entrare nella sua abitazione, una dependance della grande villa nobiliare, dove vive con sua moglie.  Da due finestre del primo piano della dimora di una antica famiglia della zona, assente per gran parte dell’anno, ha sparato in tutto cinque colpi con una revolver calibro 38 regolarmente in suo possesso. Uscendo qualche minuto dopo dalla casa, intorno alle 4 del mattino, ha scoperto il corpo senza vita di un uomo, tra i 20 e i 25 anni, tuttora, senza identità.

Interrogato per due ore e mezzo, l’uomo è indagato, a piede libero, per omicidio preterintenzionale e non per omicidio volontario. Un’ipotesi “temporanea”, ha spiegato l’avvocato Giovanni Donati, in attesa di capire meglio i contorni della vicenda. Nel pomeriggio la procura aveva detto di star verificando le modalità di esplosione del colpo, ragionando sugli spazi di applicabilità della legittima difesa o dell’eccesso colposo.

E’ stata la moglie a chiamare subito i Carabinieri che, una volta raggiunta la villa e informato il pm, hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto. Agli investigatori, il 68enne, incensurato e da tempo impegnato nella cura della dimora, che in passato aveva già subito furti, ha riferito di avere sparato perché, sentendosi minacciato, voleva intimidire e spaventare chi stava cercando di entrare in casa. Poco prima, hanno ricostruito i militari, era stata manomessa la porta di accesso di un capanno di servizio, sempre nell’area della villa, ed erano stati portati via alcuni attrezzi agricoli rinvenuti poco distante. In più, nella notte, sono stati a messi a segno altri furti e tentate effrazioni ai danni di alcune attività nei dintorni. 

Il custode di Villa Gesso, insieme alla moglie, dopo gli accertamenti è stato accompagnato in caserma a Bologna, mentre nei dintorni della sua abitazione un consulente balistico, nominato dalla Procura, ha eseguito i rilievi per determinare le traiettorie dei cinque colpi. Insieme ai rilievi della Sezione Investigazioni Scientifiche dell’Arma, la sua relazione e quella medico-legale, per chiarire come è morto il giovane il cui corpo è stato rinvenuto a circa 20 metri da una delle finestre da dove sono partiti gli spari, saranno fondamentali per definire i contorni della vicenda.

Tutto si giocherà sulla balistica: capire, cioè, in che direzione è stato esploso il colpo fatale, quello che ha ammazzato il ragazzo. “Tra me e loro c’era una tettoia – ha precisato il custode – se gli avessi sparato contro, il plexiglass si sarebbe forato. Invece nemmeno un graffio”. E ancora: “Non volevo ucciderlo, mi creda, perché questa è semplicemente una disgrazia. Ho avuto la sensazione di essere circondato e non sapevo più cosa fare. Ero terrorizzato, sul momento non ho capito di avere colpito quel ragazzo”.

A quanto sinora appurato, la persona deceduta è stata colpita da un solo colpo di proiettile. La vittima rimane senza un’identità: le sue impronte digitali non sono nelle banche dati degli investigatori e non si esclude che possa essere di origine straniera. Quanto è accaduto nella villa a Bazzano rappresenta “il fallimento dello Stato – ha scritto su Facebook il sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno, tra i primi a commentare l’accaduto – dovevano arrivare più militari. Zero in più ne sono arrivati. Dovevano arrivare risorse. Zero in più ne sono arrivate. Basta prenderci in giro. Basta prendere in giro le comunità”.

“Quando c’è di mezzo un morto è sempre un dramma – ha affermato la candidata della Lega alla guida della regione Emilia Romagna Lucia Borgonzoni – ma io sto sempre con chi si difende”. Poi la bordata di Matteo Salvini: “Se i ladri invece di entrare in casa altrui fossero andati a lavorare, oggi starebbero tutti bene”.

Fonte: Ansa