Benedetto XVI a Sant’Egidio, pranzerà con i poveri

Pubblicato il 27 Dicembre 2009 12:05 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2009 12:05

Benedetto XVI

Quella di oggi, 27 dicembre, sarà la prima uscita di Papa Benedetto XVI, dopo l’aggressione subita durante la messa della vigilia di Natale da Susanna Maiolo. Raztinger, infatti, visiterà la sede della comunità di Sant’Egidio e parteciperà al pranzo con i poveri nella mensa di via Dandolo.

Per questo la zona di Trastevere, dove c’è la sede della comunità, sarà blindatissima: chiusure delle strade intorno al quartiere, controlli serrati su cassonetti e auto in sosta, quattro linee bus deviate: sono alcune delle misure di sicurezza previste per la visita del Pontefice, che parteciperà al pranzo con gli ospiti della struttura. In occasione dell’evento, dalle 11.30 l’Atac ha previsto modifiche di percorso per i bus 44, 75, 115 e 125.

L’aggressione al Papa del 24 dicembre ha scatenato intorno al Pontefice molte polemiche, come poi è successo per l’attacco al premier Berlusconi al Duomo di Milano, rimane il fatto che quella di oggi è un’iniziativa importantissima per i poveri di Roma. «È un grande evento – nota Mario Marazziti, portavoce di Sant’Egidio – che il Pontefice esca dal Vaticano per andare a pranzare con il poveri».

Benedetto XVI celebrerà così la Giornata della Santa famiglia sedendo a tavola con i famiglie in difficoltà, sentetto, barboni assistiti dalla Comunità in Trastevere. L’avvenimento è particolarmente atteso dalla comunità che, sotto Natale, ospita in tutto oltre 100 mila persone bisognose, fra zingari, senzacasa, anziani e nuovi poveri, «considerati a pieno titolo – ha sottolineato la Radio Vaticana – membri della grande famiglia della Chiesa».

Il Papa giungerà a via Dandolo intorno alle 13, pranzerà con duecento ospiti della struttura e offrirà un dolce natalizio e doni a una trentina di bambini. Poi, il pontefice salirà al piano superiore della mensa, dove ha sede la scuola di italiano per stranieri. Avviata nel 1982, conta oggi 35 mila studenti.

Non è la prima volta che un papa siede a mangiare con i poveri fuori dal Vaticano negli ultimi 150 anni di storia della Santa Sede. Tra i precedenti, il pranzo del 20 dicembre 1992, quando Giovanni Paolo II si recò alla mensa della Caritas all’Esquilino, fermandosi a pranzo con gli ospiti. Una lapide che ricorda quella visita. Poi c’era stato in San Pietro, l’invito a pranzo di papa Wojtyla a 200 senzatetto, nell’aula Paolo VI. Era il giugno del 2000.

Infine due anni fa Benedetto XVI aveva raggiunto la mensa romana della Caritas di Colle Oppio, il 5 gennaio 2007. Ma era arrivato a mezzogiorno e – rimasto oltre un’ ora nei locali in cui da 25 anni poveri e diseredati ricevono pasti caldi e assistenza – se ne era andato poco prima del pasto, augurando «Buon pranzo a tutti». In quella occasione aveva ribattezzato la mensa Caritas intitolandola a Giovanni Paolo II.

Ma è comunque la prima volta che un Papa varca la soglia dell’ex capannone dove la Comunità di Sant’Egidio distribuisce una media di 1.200 pasti al giorno. Accanto a lui, nella grande tavolata con i poveri, Benedetto XVI avrà due stranieri: un musulmano e un ortodosso. Due diseredati che sono un po’ il simbolo dei popolo dei «fantasmi» a Roma e in Italia: sono un rom, Boban Trajkovic, e un profugo afghano, Qorbanali Esmaeli. Boban è un rom giostraio che ha 24 anni ed è già padre di due bimbe. Qorbanali, 34 anni, è fuggito nel 1998 da un paesino tormentato dai talebani nel sud dell’Afghanistan. Ha vissuto da clandestino dormendo all’aperto nel parco di Colle Oppio. Ora lavora ed è iscritto all’università.