Benevento, i battenti incappucciati si fustigano per l’Assunta: anche Al Jazeera viene a vedere

Pubblicato il 18 agosto 2010 16:59 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2010 17:29

Nessuno li ha mai contati di preciso ma sono sempre stati tanti i ‘battenti’, i fedeli incappucciati di ogni estrazione sociale ed età, uomini e donne, che domenica prossima, giornata clou dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi, nel Sannio, accompagneranno la Madonna dell’Assunta percuotendosi il petto fino a farlo sanguinare con una spugna di sughero irta di spilli.

Per questa edizione il numero dei battenti è destinato a crescere: probabilmente verranno superate le mille unità e c’è chi ipotizza che tra loro potrebbero esserci anche due politici: un parlamentare ed un consigliere provinciale. Tra i fedeli anonimi ci sono molti emigrati, soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Australia, che hanno fatto coincidere la vacanza in Italia con l’evento religioso. Soprattutto, però, quest’anno ci saranno anche le telecamere di Al Jazeera a riprendere un rito che forse è più simile ad altri usi islamici che non alla più diffusa spiritualità occidentale.

A battersi non ci sono solo emigrati: da qualche edizione giungono a Guardia Sanframondi persone che per il passato, dopo aver assistito con curiosità ai riti, hanno deciso di ‘pentirsi’ e battersi. ”Sono entrati a far parte della famiglia” confida una persona anziana del posto che ha passato il testimone al figlio come battente.

E i politici? ”Non c’è da meravigliarsi – fa sapere la stessa fonte – se è vero che a partecipare ci sono tanti uomini affermati nel mondo imprenditoriale o come professionisti. Ad esempio, in occasione dei Mondiali del 1986, un noto giornalista sportivo del Nord invece che volare in Messico decise di venire a Guardia Sanframondi a battersi…”. Non è facile entrare a far parte della famiglia dei battenti, soprattutto quando si è alla prima volta ed ‘estranei’ alla comunità.

In quasi tutte le famiglie di Guardia Sanframondi c’è un battente e non esiste un nucleo familiare che non venga coinvolto nei riti: grandi, giovani, bambini, ognuno avrà un ruolo nella processione generale di domenica, quando, dopo sette anni, sarà portata in strada la statua della Madonna dell’Assunta.

Ad attirare le decine di migliaia di fedeli e di curiosi sono sicuramente i battenti ma dei numeri in paese nessuno parla. Non si ama pubblicizzare un evento in cui ognuno cerca di dimostrare la propria fede, di pentirsi e per questo battersi con la spugna. Già in questi giorni, quando ognuno dei quattro rioni esce in processione di penitenza, vige infatti il massimo silenzio.

Bene ha fatto – dicono in paese – il parroco don Filippo Di Lonardo a ricordare che i riti di penitenza sono un evento da celebrare e non uno spettacolo da vedere. Ma, al di là delle intenzioni del parroco e dei fedeli, l’evento suscita interesse non solo dei media internazionali, come la presenza per questa edizione delle telecamere di Al Jazeera, ma anche di personaggi del mondo della cultura, come l’antropologo Marino Niola o il critico d’arte Vittorio Sgarbi, neo soprintendente del Polo Museale di Venezia.