Benevento, prefetto Ennio Blasco e 3 imprenditori arrestati: “Corruzione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2014 8:17 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2014 11:28
Benevento, prefetto Ennio Blasco e 3 imprenditori arrestati: "Corruzione"

Benevento, prefetto Ennio Blasco e 3 imprenditori arrestati: “Corruzione”

BENEVENTO – L’accusa nei suoi confronti è: ha accettato gioielli, viaggi, un’auto con autista e persino il pagamento delle spese di lavanderia in cambio di facilitazioni all’apertura di istituti di vigilanza. Per questo la mattina del 15 aprile Ennio Blasco, il prefetto di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di corruzione dalla Guardia di Finanza..

Agli arresti domiciliari, oltre a Blasco, anche gli imprenditori Carmine e Carlo Buglione di Nola. Il fratello Antonio Buglione invece è indagato, e non agli arresti domiciliari come inizialmente riportato dall’Ansa. La terza persona raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare, scrive l’Ansa, è notificata a Erasmo Caliendo, cognato di Carlo Buglione, che sarebbe stato in stretto collegamento con il prefetto Blasco.

Le ipotesi di reato si riferiscono a fatti avvenuti fra il 2009 e il 2011 quando Blasco era prefetto di Avellino. Blasco, attualmente prefetto di Benevento, è stato prefetto di Avellino dal 2008 al 2012. In precedenza era stato viceprefetto a Napoli e poi prefetto a Isernia.

Le indagini che hanno portato agli arresti iniziano nel 2010, quando Antonio Buglione viene rapito da un gruppo di sequestratori sardi. La Guardia di Finanza avviò un’inchiesta per determinare se fosse stato o meno pagato un riscatto per la liberazione dell’imprenditore e così scoprì che le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione avevano aperto filiali proprio in alcune delle città nelle quali Blasco aveva esercitato le sue funzioni prefettizie. 

Per favorire le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione, dicono i pm che indagano sul caso, il prefetto avrebbe accettato gioielli, viaggi, un’auto con autista per i suoi spostamenti e anche il pagamento di spese di lavanderia. Questo quanto sarebbe emerso dalle indagini del Nucleo di Polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Napoli che ha eseguito un’ordinanza della Procura di Avellino agli arresti domiciliari nei riguardi di Blasco.

Nel 2001 Blasco trascorse otto giorni nel carcere di Poggioreale e otto ai domiciliari per una inchiesta su presunte irregolarità nelle rottamazioni negli autoparchi a Napoli. La sua posizione fu archiviata e Blasco fu anche risarcito per ingiusta detenzione. La settima sezione della Corte di Appello di Napoli, nel febbraio 2004, gli riconobbe, a titolo di riconoscimento, la somma 25.600 euro.