Benito Mussolini resta cittadino onorario di Ravenna: voto Pd decisivo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2014 10:34
Benito Mussolini resta cittadino onorario di Ravenna: voto Pd decisivo

Benito Mussolini resta cittadino onorario di Ravenna

RAVENNA – Benito Mussolini cittadino onorario di Ravenna grazie al voto decisivo del Pd: continuano le polemiche.

Tutto si è innescato nei giorni scorsi durante una commissione consiliare in cui il capogruppo della lista civica d’opposizione “Per Ravenna”, Alvaro Ancisi, aveva chiesto di revocare al Duce e ad altre due esponenti fascisti (il prefetto Eugenio De Carlo e il ministro Stefano Giuriati) il titolo di cittadini onorari, concesso loro durante il Ventennio.    

Tutti gli altri partiti, a parte Sel e Movimento 5 Stelle che non era presente in aula, hanno però dato parere contrario, Pd compreso, che ora rischia il “fuoco amico” dell’Anpi.

Interpellato dalla stampa locale, il presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani, Ivano Artioli (che è anche ex consigliere comunale del Pd) ha spiegato infatti che la questione sarà portata come primo punto all’ordine del giorno al prossimo ufficio di presidenza.

Artioli ha spiegato che Mussolini

“non ha nessun tipo di qualità per cui Ravenna, città Medaglia d’oro per la Resistenza che ha dato i natali ad Arrigo Boldrini, dovrebbe riconoscerli la cittadinanza”.    

Intanto il Pd, attraverso il suo consigliere Andrea Tarroni, ha spiegato che le ragioni del voto contrario sono da ricercare nella volontà di evitare il revisionismo storico:

“I tre quarti dei consigli comunali di allora avevano dato la cittadinanza a Mussolini. La storia non si può cancellare con una delibera: quei nomi sono lì a futura memoria”.

Secondo il Pd, l’ordine del giorno di Lista per Ravenna era strumentale per arrivare a cancellare altre cittadinanze onorarie non gradite. Da parte sua Ancisi si è molto detto stupito di questa scelta del Pd: “Rifiutano ogni proposta che viene dall’opposizione”.