Benvenuto Morandi, ex sindaco ai domiciliari: “Usò per sé mln euro dei clienti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2014 9:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2014 9:12
Benvenuto Morandi, ex sindaco ai domiciliari: "Usò per sé mln euro dei clienti"

Benvenuto Morandi

BERGAMO – Benvenuto Morandi, ex sindaco di Valbondione ed exs direttore della filiale Private di Intesa San Paolo di Fiorano al Serio, è stato arrestato il 10 maggio. L’accusa è di aver sottratto milioni di euro dai conti dei suoi clienti e averli usati a scopo personale tra il 2007 e il 2013 contando sulla totale fiducia dei clienti. Morandi si trova ai domiciliari e per il gip Alberto Viti, che ha firmato l’ordinanza, è un uomo di “estrema pericolosità sociale” e a “forte rischio recidivante”.

Secondo gli inquirenti, c’è il pericolo di inquinamento delle prove, scrive l’Eco di Bergamo:

“«rimanendo il libertà» Morandi potrebbe «esercitare pressioni attraverso minacce o promesse di denaro o altre utilità, anche di carattere politico, a soggetti utili per le indagini» e perché va ancora verificata «la destinazione finale delle somme sottratte». E c’è il pericolo di reiterazione del reato perché, benché dimessosi da tutto, Morandi «continua a conservare notevole influenza nel tessuto economico, sociale e politico dell’alta Val Seriana»”.

Pizzini di carta e tabelle excel, Morandi annotava tutto scrupolosamente, scrive il gip, tanto che le sue spese sono state tracciate:

“È così che gli inquirenti si sono imbattuti nello shopping dell’ex sindaco, sponsorizzato, a loro insaputa, da Gianfranco Gamba, da sua figlia Simona e da sua moglie Mariuccia Pezzoli. È per lo più dai loro conti che proverrebbero i 636.694,42 euro, considerati da chi indaga come «appropriazioni personali» di Morandi”.

Angelo Capelli, legale dell’ex sindaco, ha dichiarato:

“«Fatico a ritenere sussistenti le esigenze cautelari, soprattutto sotto il profilo del pericolo di fuga e della reiterazione del reato. La nostra difesa è sempre incentrata sulla dimostrazione che gli spostamenti di denaro dai conti dei clienti non sono avvenuti a beneficio del mio assistito»”.

Nell’ordinanza del gip si spiega che i clienti avevano totale fiducia nell’ex direttore, riporta l’Eco di Bergamo:

“La fiducia nei confronti di Morandi «era divenuta tale – scrivono gli inquirenti – che i clienti si disinteressavano completamente dei loro risparmi, convinti della sua massima affidabilità»”.

Una fiducia che inizia a incrinarsi il 13 giugno 2013, dopo un breve periodo di assenza di Morandi, scrive il quotidiano:

“è il 13 giugno 2013 e Gamba – uno dei clienti «top» di Morandi, a cui sarebbero stati sottratti 11 dei 12 milioni di euro contestati – si reca alla banca di Fiorano. Morandi è a Londra per un corso, così l’imprenditore si rivolge al vice direttore Maurizio Acerbis, chiedendogli di verificare i rientri da assicurazioni scadute. Acerbis trova la contabile relativa a un bonifico a favore di Mountain Security per «finanziamento socio centrale biomassa» di 400 mila euro, proveniente dal conto di Gamba, ma senza la sua firma: l’imprenditore non riconosce l’operazione. Alcuni giorni dopo Morandi comunica di aver stornato l’operazione, fornendo una stampata del conto. In realtà, secondo le indagini, i soldi sarebbero stati riaccreditati togliendoli dal conto di Simona Gamba, figlia dell’imprenditore, ignara di tutto”.