Beppe Rinaldi: morto a Barolo il paladino del vino nero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2018 15:20 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 15:20
Beppe Rinaldi: morto a Barolo il paladino del vino nero

Beppe Rinaldi: morto a Barolo il paladino del vino nero

TORINO – E’ morto, a 70 anni, a Barolo (Cuneo), nella sua azienda vitivinicola, Beppe Rinaldi, soprannominato “Citrico” per le sue pungenti critiche e per la sue posizioni spesso controcorrente. La sua azienda, sulla strada di langa che da Barolo porta a Monforte d’Alba, è nata nel 1980, ma la famiglia di Rinaldi è nel vino dall’Ottocento. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Tra gli storici vigneti dell’azienda Brunate, Le Coste, Cannubi-San Lorenzo e Ravera (da vigneti in Novello). Oltre al Barolo, il 60% delle bottiglie, Dolcetto d’Alba, Langhe Freisa, Barbera d’Alba, Ruchè. Tra i temi sollevati da “Citrico” aveva fatto discutere la sua battaglia contro l’eccessiva espansione dei vigneti nelle Langhe.

Malato da qualche mese, Beppe Rinaldi lascia la moglie Annalisa, e le figlie Marta e Carlotta. Beppe Rinaldi faceva parte del consorzio ViniVeri, la cui bandiera è “un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura”. E oggi gli “amici vignaioli” piangono il produttore di Barolo, che, “ricco di conoscenze, si è speso senza risparmio a difesa dei lavori umani e per la salvaguardia del territorio, gridando allarmi e ponendo all’attenzione mediatica questioni scomode e delicate, ma vere e autentiche”.