Bergamin, Di Marzio e Ventura: chi sono i tre ex Brigate Rosse in fuga. Il sequestratore, la mente di Battisti…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2021 8:23 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2021 8:23
Bergamin, Di Marzio e Ventura: chi sono i tre ex Brigate Rosse in fuga. Il sequestratore, la mente di Battisti...

Una foto combo mostra da sinistra in alto: Giorgio Pietrostefani, Marina Petrella ed Enzo Calvitti ; da sinistra in basso:Roberta Cappelli e Sergio Tornaghi FOTO ANSA

Sono Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura gli ex delle Brigate Rosse in fuga dopo l’operazione della polizia francese di mercoledì. Operazione che ha portato all’arresto di sette persone, tutte ex membri delle Brigate Rosse o altri gruppi armati “rossi” con una condanna a carico per atti di terrorismo tra gli anni 70 e 80.

Bergamin, Di Marzio e Ventura: chi sono i tre in fuga

LUIGI BERGAMIN è tra gli ideologi dei Pac, il gruppo armato di Cesare Battisti. E’ stato condannato per due omicidi tra cui quello del macellaio Lino Sabbadin.

MAURIZIO DI MARZIO è un ex brigatista: partecipò al tentativo di sequestro del poliziotto Nicola Simone e per lui la prescrizione dovrebbe arrivare il 10 maggio.

RAFFAELE VENTURA è stato condannato insieme ad altri 8 per l’omicidio del vice brigadiere Antonino Custra il 14 maggio del 1977 a Milano, durante una manifestazione indetta dalla sinistra extraparlamentare. 

Chi sono i sette ex Br arrestati

GIOVANNI ALIMONTI – 66enne ex brigatista. Tra i vari reati per i quali è condannato c’è anche il tentato omicidio del vice dirigente della Digos di Roma Nicola Simone, avvenuto il 6 gennaio del 1982 e durante il quale lui stesso rimase ferito al braccio destro. Deve scontare 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e la libertà vigilata per 4 anni.

ENZO CALVITTI – anche lui 66enne ex brigatista, nato a Mafalda, in provincia di Campobasso. Deve scontare una pena di 18 anni, 7 mesi e 25 giorni per associazione sovversiva, associazione con finalità di terrorismo, ricettazione di armi. La sentenza è divenuta esecutiva a settembre del 1992, il mandato di cattura europeo nei suoi confronti scade il 21 dicembre del 2021.

ROBERTA CAPPELLI – l’ex brigatista, 66enne, è responsabile di 3 omicidi avvenuti a Roma. Quello del generale dei carabinieri Enrico Calvaligi, ucciso l’ultimo dell’anno del 1980. Dell’agente di Polizia Michele Granato (9 settembre del 1979) e del vice questore Sebastiano Vinci (19 giugno 1981). A suo carico anche il ferimento di Domenico Gallucci (sempre a Roma il 17 maggio del 1980). E quello del vice questore Nicola Simone, di cui è responsabile anche Alimonti. Deve scontare l’ergastolo con un anno di isolamento diurno.

NARCISO MANENTI – Il 64enne originario di Telgate, in provincia di Bergamo, è un ex dei ‘Nuclei armati contropotere territoriale’ e dal 1985 è sposato con la francese Christine Andrè Marie Hayotte. Condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Guerrieri, ucciso a Bergamo il 13 marzo del 1979. 

Gli altri tre arrestati

MARINA PETRELLA – la 67enne ex brigatista è responsabile, in base alle condanne, dell’omicidio del generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi, di cui è accusata anche Roberta Cappelli. Ma anche del sequestro del giudice Giovanni D’Urso,  e dell’assessore regionale della Democrazia Cristiana Ciro Cirillo, nel quale furono uccisi due membri della scorta, dell’attentato al vice questore Nicola Simone (insieme a Cappelli e Alimonti). Il suo mandato di cattura europeo scade l’8 gennaio del 2022.

GIORGIO PIETROSTEFANI – 78enne tra i fondatori di Lotta Continua e responsabile del servizio d’ordine del movimento. Deve scontare 14 anni, 2 mesi e 11 giorni per l’omicidio del commissario di Polizia Luigi Calabresi. Il mandato di cattura europeo scade il 9 settembre 2023.

SERGIO TORNAGHI – Il 63enne, milanese, è anche lui un ex brigatista. Tra i reati della condanna all’ergastolo c’è l’omicidio di Renato Briano, direttore generale della ‘Ercole Marelli’. Il mandato di cattura europeo scade il 5 maggio del 2023.