Bergamo, giallo Benvenuto Morandi: sindaco, direttore di banca, 30 mln spariti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2013 15:10 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2013 15:10
Bergamo, giallo Benvenuto Morandi: sindaco, direttore di banca, 30 mln spariti

Benvenuto Morandi

BERGAMO – Lui si chiama Benvenuto Morandi, ha 52 anni, e dal 2006 è sindaco di Valbondione (Bergamo). Dipendente di banca da 25 anni, Morandi era arrivato a dirigere la filiale di Intesa Sanpaolo Private Banking di Fiorano al Serio, nel cuore della valle. Gestiva gli uffici più esclusivi, quindi, nei quali riceveva imprenditori e risparmiatori in grado di investire dai 300 mila euro in su. Il sindaco, però, non è più direttore: la banca l’ha prima sospeso (il primo luglio di quest’anno) e poi licenziato, alla fine di settembre. E la procura della Repubblica di Bergamo indaga su di lui per appropriazione indebita aggravata, con sette querele a suo carico. L’accusa è la sparizione di 30 milioni di euro. E da qui il mistero si infittisce.

Il Corriere della Sera racconta:

Dai conti dei clienti, anzi di una cinquantina di super clienti, mancherebbero all’appello 30 milioni di euro. Una cifra enorme, e composta da più voci: da un lato ci sarebbero veri e propri ammanchi dei capitali versati dai correntisti, che si fidavano di Morandi e degli investimenti che proponeva; dall’altro ci sarebbe una netta differenza tra gli estratti che lo stesso ex direttore consegnava ai clienti e la loro situazione reale. Insomma, qualcuno credeva di aver guadagnato il 10, o il 20% su quel che aveva versato, e invece ha scoperto di non averne ricavato nulla.

«Il problema è che per alcuni anni siamo andati in banca dal direttore, che stampava i suoi rendiconti direttamente dal computer in ufficio. E ci fidavamo – racconta al Corriere l’imprenditore Massimo Testa -. Poi il caso è esploso e la banca ha iniziato a mandarci estratti e documentazione che non avevamo mai visto. Dicendoci che quelli erano gli atti corretti». Un raggiro completo, quindi, anche sulla corrispondenza bancaria dedicata ai clienti, con cassette apposite all’interno della filiale.

Possibili investimenti sbagliati? Forse, ma non solo:

10 di quei 30 milioni sarebbero stati distratti dall’ex direttore, almeno secondo l’accusa. Utilizzati, forse, per spese personali, o destinati (si presume) ad alcune attività amministrative legate alla carica di sindaco di Morandi. embra essere questo il nodo che ha dato il via a tutta la storia.

Il Comune di Valbondione – dove l’ex direttore di banca è primo cittadino dal 2006 (ed è stato rieletto nel 2011 con una percentuale plebiscitaria, oltre il 70%) – possiede il 48% della Sviluppo Turistico Lizzola, la società degli impianti sciistici d’alta valle. Il restante 52%, fino allo scorso giugno, era della società Mountain Security, di proprietà di Franco Gamba, anche lui esponente del gruppo imprenditoriale Pezzoli e, qui sta l’intreccio, tra i principali clienti del direttore di banca Morandi. Quindi, un rapporto di collaborazione a livello societario e amministrativo da un lato, un rapporto da cliente del private banking dall’altro. Una coincidenza, forse: ma è stato Gamba che, alla fine del giugno scorso, si è recato in banca durante una settimana di ferie di Morandi. Scoprendo che dal suo conto mancava qualcosa.

C’erano addirittura bonifici che lui non aveva mai autorizzato. Furioso, l’imprenditore ha ceduto di punto in bianco le sue quote nella Mountain Security, e quindi nella Stl, facendo anche esplodere il caso in banca. E, come se non bastasse, è seguita un’altra coincidenza: la Mountain Security è stata rilevata per soli diecimila euro da Sabrina Semperboni, subito dopo nominata assessore al Bilancio dal sindaco Morandi.

Da parte sua Benvenuto Morandi si difende, dice di non aver preso un solo euro. Nega che possa aver sostenuto spese personali, ad esempio per la tomba del padre. Anche se si sta allungando l’ombra di risorse utilizzate a scopi politici. Circostanza negata anch’essa dall’avvocato di Morandi, che è anche il coordinatore provinciale del Pdl di Bergamo e consigliere regionale, Angelo Capelli. Il giallo per ora non ha soluzione.