Bergamo, fioccano denunce. Familiari vittime Covid: “Contro i politici bugiardi, non i sanitari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2020 13:51 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2020 14:12
Bergamo, fioccano denunce. Familiari vittime Covid: "Contro i politici bugiardi, non i sanitari"

Bergamo, familiari vittime Covid davanti alla Procura (Ansa)

ROMA – Bergamo. La mancata applicazione della zona rossa a Nembro e ad Alzano Lombardo e la chiusura e rapida riapertura del pronto soccorso di quest’ultimo paese.

Sono il “filo rosso” delle numerose denunce che i parenti delle vittime da coronavirus stanno presentando alla Procura.

Chiedono un incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando sarà a Bergamo il prossimo 28 giugno, i parenti delle vittime da coronavirus.

50 denunce a Bergamo dai familiari delle vittime

Che sono già davanti alla procura per presentare le prime 50 denunce per avere “verità e giustizia” per i loro cari.

I rappresentanti del comitato “Noi denunciamo” hanno in preparazione almeno altri 200 esposti “non contro i sanitari che hanno fatto il possibile ma contro i politici che non hanno fatto altro che raccontare bugie”.

A Bergamo sono aperte numerose inchieste sulla morti da Covid.

Tra queste la mancata applicazione della “zona rossa” a Nembro e Alzano Lombardo dove si è registrato un gran numero di vittime e la riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano dopo il primo arrivo di pazienti Covid positivi.

I fratelli Federici: “Papà e mamma morti in 4 giorni”

I fratelli Pietro e Diego Federici, bergamaschi, nel giro di quattro giorni hanno perso il padre e la madre a causa del coronavirus.

Oggi sono anche loro davanti alla procura di Bergamo per presentare denuncia dato che, spiegano, “non ha funzionato niente, dalla comunicazione con gli ospedali alle cure”.

“Nostro papà è salito sull’ambulanza con le proprie gambe – raccontano -, nel giro di due giorni ci hanno detto: ‘è migliorato’, ‘è peggiorato’, ‘è morto'”.

“Con nostra madre è stata la stessa cosa.

Ci hanno detto: ‘Stiamo cominciando a darle la morfina’. La state accompagnando a morire? ‘No, la aiutiamo a non soffrire’, ci hanno risposto e in poco tempo non c’era più”.

“Ora siamo qui per dare loro giustizia e fare in modo che queste cose non accadano ad altri”, spiegano: “Nessuno ci ha ancora fatto il tampone”.

I pm sentiranno anche il premier Conte e i ministri

I pm di Bergamo sentiranno, come persone informate sui fatti, il premier Giuseppe Conte e i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese.

L’audizione, che potrebbe essere anche fatta a Roma, verterà sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo. (fonte Ansa)