Bergamo: vendevano prodotti per avere rimborsi, ma i pazienti erano morti. Denunciati 76 farmacisti

Pubblicato il 15 Marzo 2011 10:20 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 12:46

BERGAMO – Distribuivano prodotti per i diabetici, per l’assorbenza, per l’incontinenza, per la celiachia e per altre patologie ai pazienti: il piccolo particolare è che erano persone morte. Per questo motivo 76 farmacisti del Bergamasco sono stati denunciati dal Nas, il Nucleo antisofisticazione e sanità, dei carabinieri di Brescia. Le indagini sono nate nell’ambito del monitoraggio della spesa farmaceutica nella provincia di Bergamo, con particolare riferimento alla distribuzione di presidi per assistenza sanitaria integrativa.

I militari, in collaborazione con la direzione dell’Asl, hanno così segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, per i reati di truffa ai danni del Servizio sanitario e falso, farmacisti e titolari di farmacie del territorio bergamasco. Le indagini avrebbero dimostrato che i farmacisti avevano contabilizzato ed ottenuto dal Servizio sanitario il rimborso economico di presidi consegnati, a fronte di un piano terapeutico autorizzato, a pazienti già deceduti, completando la pratica amministrativa con l’apposizione sul modulo ricetta della firma del deceduto (o di un ignaro congiunto) quale ricevuta. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo.