Bergamo, 12 società coinvolte in una maxi frode fiscale: 9 denunce

Pubblicato il 12 Aprile 2011 12:58 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2011 13:03

BERGAMO – Compravano e vendevano tra di loro, per piu’ volte, la stessa merce e in questo modo gonfiavano i giri d’affari delle loro societa’ garantendosi liquidita’ dal sistema bancario e frodando il fisco. E’ quanto e’ stato scoperto dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bergamo al termine di un’indagine coordinata dalla Procura che ha riguardato numerose imprese operanti nel settore della produzione e commercio di cosmetici, biancheria intima ed abbigliamento con noti marchi nazionali.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che dodici societa’, localizzate tra Bergamo, Milano, Pavia e Nola (Napoli), sono state utilizzate tra il 2005 ed il 2009 per realizzare una ingente frode fiscale da 52 milioni di euro, evadendo l’Iva per oltre 15 milioni.

Per tale ragione, nove persone sono state denunciate a piede libero. Dovranno rispondere, a vario titolo, di frode fiscale, mancato versamento dell’Iva, sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte, reimpiego di capitali provenienti da illeciti e interposizione fraudolenta. I militari hanno inoltre sequestrato, in via preventiva, quote di partecipazioni societarie per un valore complessivo di circa tre milioni e 600 mila euro.

Tra gli indagati, ci sono due commercialisti con studio a Bergamo e Pavia, in qualita’ di rappresentanti legali di numerose societa’ coinvolte, nonche’ il professionista nominato liquidatore di una delle principali societa’ coinvolte.