Bergamo, l’autista Ncc: “Raccoglievo gli imprenditori di ritorno da Wuhan che evitavano la quarantena”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2020 9:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2020 10:12
Bergamo, la verità del conducente Ncc

Bergamo, il conducente Ncc racconta la verità sul contagio (Ansa)

L’altra verità a Bergamo e dintorni, quella che tutti sospettano, su quei giorni in cui la Val Seriana non fu dichiarata zona rossa, la racconta un conducente di auto Ncc della zona.

“Tra febbraio e marzo ho fatto 3mila e 700 chilometri. Ho preso imprenditori della Val Seriana di ritorno dalla Cina e li ho accompagnati dall’aeroporto a casa.

Arrivavano a Orio al Serio, Linate, Malpensa. Quando, con il lockdown, gli aeroporti hanno chiuso, sono andato a recuperare i clienti in Svizzera – a Zurigo, o a Lugano per i jet privati – e a Nizza.

Perché tanti clienti di rientro hanno dovuto volare su questi scali. Poi macchina fino a Bergamo“.

M. C., autista privato da 30 anni, la sua testimonianza l’ha resa a Repubblica ma anche agli inquirenti che indagano sulla tragedia della diffusione incontrollata del contagio che ha causato 6mila morti di cui un decimo solo a Bergamo.

Di media fa 12mila chilometri l’anno: all’epoca dei fatti incriminati anche tremila al mese. Si è chiesto più volte perché di ritorno da Wuhan gli imprenditori italiani non finissero in quarantena. 

“Le aziende hanno continuato a lavorare fino al blocco delle attività non essenziali. Alcune hanno iniziato a rallentare già prima. Però per tutto febbraio ho trasportato clienti business.

Tanti di ritorno dall’Oriente. Via Francoforte, Berlino, Monaco, Londra. Imprenditori della Val Seriana e che in valle abitano anche”.

Solo il 12 marzo il Governo si decide a circoscrivere il danno, a imporre la zona rossa, chiudere 23 aeroporti italiani. Lui continua a lavorare (il trasporto pubblico non di linea, taxi e Ncc, non fu fermato).

Ma cambia itinerario.

“Nizza, Zurigo, Lugano. Molti si sono fatti venire a prendere lì. Anche al confine.

Un’auto dall’aeroporto. Un’altra, la mia, dal confine. Hanno rivisto i piani di viaggio in base a divieti e chiusure”. (fonte La Repubblica)