Bergamo, vietato il presepe a scuola: “Non vogliamo creare discriminazione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2014 14:21 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2014 14:21
Bergamo, vietato il presepe a scuola: "Non vogliamo creare discriminazione"

Bergamo, vietato il presepe a scuola: “Non vogliamo creare discriminazione”

BERGAMO – Presepe vietato all’Istituto De Amicis di Celadina, in provincia di Bergamo. Motivo? Lo spiega il dirigente scolastico, Luciano Mastrorocco, che sulla questione ha un’idea precisa: “La scuola pubblica – dice – è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare il proprio contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’Istituto da otto anni, quando sono arrivato qua”. Quindi niente presepe niente discriminazione secondo l’equazione di Luciano Mastrorocco. Non proprio della stessa idea i genitori degli studenti che ricordano che l’anno scorso un presepe, seppur quasi clandestino, fu fatto.

“A me non risulta che l’anno scorso sia stato fatto un presepe – dice Mastrorocco -. Era stato allestito nell’atrio un villaggio agreste, per ricordare che siamo un’unica razza. È stato un modo per rispettare tutti: in questa scuola la percentuale media di studenti non italiani rasenta il 30% e, in alcune classi, ha picchi che si avvicinano al 50%”. E il crocefisso? “Quello resta appeso ai muri – dice il preside – perché se lo tolgo se ne fa una questione di Stato e ho cose più importanti di cui occuparmi”. A chiedere spiegazioni al dirigente scolastico è stato Andrea Camozzi, rappresentante di classe di una terza elementare. “Ho sollevato la questione, perché questo divieto, pur legittimo, mi pare assurdo. È giusto far crescere i figli secondo il nostro credo, poi da grandi saranno liberi di scegliere se seguirlo oppure no. Ora scriverò a tutti i genitori, per chiedere cosa ne pensano: il preside però mi ha detto che non cambierà idea, anche se la richiesta di fare il presepe dovesse arrivare dalla maggior parte dei genitori. Peccato, perché le nostre tradizioni andrebbero tutelate”.