Bernareggio, picchia e segrega in casa la moglie per due anni dopo l’aborto: “E’ colpa tua”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Aprile 2019 20:40 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2019 20:41
Bernareggio, picchia e segrega in casa la moglie per due anni dopo l'aborto: "E' colpa tua"

Bernareggio, picchia e segrega in casa la moglie per due anni dopo l’aborto: “E’ colpa tua”

ROMA – Sognava l’amore, il matrimonio e un figlio da crescere insieme. Ma quando ha perso il bimbo che portava in grembo, è cominciato un incubo durato oltre due anni: credeva di poter contare sull’affetto e la comprensione di suo marito per lenire il dolore e, invece, ha ricevuto solo botte, insulti e vessazioni, a partire dal quel terribile giugno del 2017. 

E’ la storia incredibile che arriva da Bernareggio (Monza). Lei, 43 anni italiana, ha tentato più volte di chiedere aiuto ai suoi famigliari e quando lui l’ha scoperto, ha minacciato di morte anche loro. “Se parli ancora vengo a casa e ti riempio di botte, te e la tua famiglia”, le ha ripetuto fino alla nausea. Salvata dai carabinieri dopo l’ennesima aggressione, ora è libera. Lui, 27enne egiziano, è stato sottoposto a un provvedimento cautelare di allontanamento da lei e dalla loro abitazione.

“È colpa tua, sei inutile”, le avrebbe detto dopo l’aborto spontaneo. E ancora: “Ora esci di casa solo per andare a lavorare”. E poi schiaffi, calci, spinte fino a farla cadere a terra. “Ti taglio la gola”, le ripeteva quando lei provava a ribellarsi. Per acuire la sua punizione, oltre ad averla privata del telefonino e a permetterle di uscire solo per andare e tornare dall’azienda, le impediva di vedere la sua famiglia.

Quando qualcuno dei suoi parenti ha iniziato a presentarsi a casa della coppia per chiedere spiegazioni, il marito li cacciava via e minacciava la moglie di far loro del male: “tanto io non ho niente da perdere, in carcere ci vado volentieri, per una m…. come te ci vado”. Quando erano in casa la donna non poteva usare il pc e a malapena le era consentito di guardare la televisione.

Straziata dalla perdita del suo bambino e vessata dalle violenze fisiche e psicologiche, a un certo punto ha trovato la forza di chiedere al marito la separazione. Sul suo telefonino aveva anche trovato una chat in cui lui faceva la corte a un’altra donna e quindi lo immaginava pronto a lasciarla andare. Alla vista dei documenti del divorzio, però, l’uomo ha reagito strappando le carte dell’avvocato e, dopo averla picchiata con una mensola, ha promesso di ucciderla.

Qualche settimana fa l’ultima furibonda lite, con lui che le ha stretto le mani intorno al collo. La donna è fortunatamente riuscita a fuggire e, finalmente, a chiedere aiuto al 112. Quando i carabinieri sono arrivati sotto casa sua l’hanno trovata nascosta in macchina. Il marito era già scappato. Sostenuta dai militari e dalla sua famiglia, la 43enne ha infine trovato la forza di denunciare anni di abusi e riprendere in mano la sua vita. (Fonte: Ansa)