Bestie di Satana, il magistrato che li fece arrestare: “Avevano un’espressione demoniaca”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 giugno 2019 15:22 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2019 15:22
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Bestie di Satana, il magistrato che li fece arrestare: “Evitavo di incrociare i loro sguardi, avevano un’ espressione demoniaca”

ROMA – Era il giugno del 2004 quando le cronache italiane portavano alla ribalta la vicenda delle “Bestie di Satana”. A 15 anni di distanza parla Tiziano Masini, il magistrato che li fece arrestare. Masini racconta a La Stampa come iniziarono le indagini: “Iniziò tutto con una telefonata, il 24 gennaio 2004, era sabato ed ero di turno. I carabinieri mi segnalarono che Andrea Volpe, un balordo che faceva uso di droghe, farfugliava parole farneticanti. Lì vicino, poi, sotto un ponticello era incastrata la Fiat Uno di Mariangela Pezzotta, una commessa di cui Volpe era stato fidanzato, e, poco lontano, un’ altra auto con a bordo Elisabetta Ballarin svenuta”. Poi la perquisizione della la casa dove vivevano Volpe e Ballarin: “[…] era una teca con un serpente boa. E un gran disordine, e medagliette con immagini luciferine, e una valigetta contenente peli e capelli. Fuori, dentro una baracca, dalla terra smossa affioravano le mani di Mariangela Pezzotta. Il viso era scarnificato per metà”.

Il macabro racconto continua: “Andrea Volpe raccontò che era stata una disgrazia: giocherellavano con una Smith&Wesson del padre di Mariangela ed era partito un colpo. Presi dal panico, l’avevano sotterrata. Il viso devastato? Disse che erano stati due cani lupo ad addentare il cadavere, per fame. Io non ci ho creduto. Tutti quegli elementi mi spingevano oltre l’ ipotesi di una rapina finita male; ho cominciato a pensare a qualcosa che poteva avere a che fare con riti satanici. Ho fatto anche analizzare il serpente per appurare che non contenesse resti umani, magari parte del volto scarnificato di Mariangela. Non era così”.

“La notizia della morte di Mariangela finì sui giornali – continua Masini -, con le foto di Volpe e Ballarin. Si presentò in procura Michele Tollis e mi disse: “Mi figlio Fabio, insieme a Chiara Marino, sono spariti sei anni fa. Guardi: Volpe fa parte del gruppo che frequentava mio figlio”. Poi Volpe confessò. Mi disse: “Io faccio parte di una setta che si chiama Bestie di Satana. Le setta mi ha detto che dovevo uccidere Mariangela Pezzotta, perché sapeva troppo”. Volpe ha poi raccontato come furono fatti sparire Tollis e la Marino. La ragazza rappresentava l’ immagine della Madonna e andava soppressa. Tollis era saccente e antipatico, meritava la stessa fine. Furono accoltellati e presi a mazzate in un bosco: una mattanza da film dell’ orrore. Lui, morente, rantolava; per farlo smettere, gli fu infilato un riccio di castagno in bocca. Poi, per scherno orinarono addosso ai cadaveri, ridevano e fumavano, buttavano sui corpi i mozziconi, prima di seppellirli in una buca scavata giorni prima […]”.

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Infine svela perché aveva un crocifisso appoggiato sulla scrivania durante il processo: “Si avvertiva la presenza del Male. Ho fatto processi anche a criminali mafiosi, ma qui era diverso. Evitavo di incrociare i loro sguardi, avevano un’ espressione davvero demoniaca”. (fonte LA STAMPA)