I fratelli Bianchi al Gip: “Ses*o con ragazze sconosciute vicino al cimitero prima di andare a Colleferro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2020 9:36 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2020 11:41
Colleferro. "Gemelli" Bianchi: 8 denunce ma nessun processo, così nasce un'impunità

“Gemelli” Bianchi: 8 denunce ma nessun processo, così nasce un’impunità (Foto da Facebook)

Rapporti vicino al cimitero con tre ragazze sconosciute, poi la chiamata e la corsa in Suv a Colleferro: questo, scrive il Gip, facevano i fratelli Gabriele e Marco Bianchi prima dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte

Dicono che stavano avendo rapporti sessuali in un cimitero con tre ragazze di cui non conoscevano nemmeno il nome i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, due delle quattro persone arrestate per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro (Roma). 

Il particolare, secondo quanto scrive Maria Elena Vincenzi su Repubblica, lo avrebbero riferito gli stessi fratelli Bianchi durante l’interrogatorio al Gip. Il Tempo pubblica le foto delle carte dell’interrogatorio.  

Repubblica riporta le parole del giudice per le indagini preliminari: “L’indagato, interrogato per primo riferiva che, allontanandosi dal pub in compagnia del fratello, di un amico e di tre ragazze delle quali non sapeva riferire il nome, mentre stavano consumando un rapporto sessuale “vicino al cimitero” ricevevano una telefonata da parte del loro amico Michele Cerquozzi, il quale, a suo dire, era impegnato in una violenta discussione a Colleferro e chiedeva loro di intervenire in suo soccorso”. 

La telefonata con la richiesta di intervento

Proprio durante quell’incontro intimo al cimitero, dunque, sarebbe arrivata la telefonata che li invitava ad intervenire a Colleferro. 

Anche Il Messaggero spiega che i fratelli Bianchi non erano presenti al momento in cui è scoppiata la discussione a Colleferro.

A chiamare Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26 anni, scrive il quotidiano romano, sarebbe stato Michele Cerquozzi, che avrebbe chiesto loro di intervenire. 

E così i due fratelli sono partiti con il loro Suv nero e hanno raggiunto il posto dove, poco dopo, Willy Monteiro Duarte è stato massacrato di botte, ucciso a mani nude. 

I colpi mortali

Colpi sferrati al torace e all’addome con, scrive il gip nell’ordinanza, “la volontà di uccidere”. Tanto che il reato potrebbe essere riqualificato da omicidio preterintenzionale a volontario. 

Forse, alla fine, un colpo mortale al collo, un colpo da arti marziali, scrive La Repubblica. (Fonti: la Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo)