Bibbiano: 4 dei 7 bambini già riaffidati ai genitori, prima degli arresti del 27 giugno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2019 13:59 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2019 18:53
Bibbiano, 4 bambini già riaffidati ai genitori

Nuovi sviluppi nella vicenda degli affidi dei bambini di Bibbiano (foto Ansa)

ROMA – Quattro dei sette bambini coinvolti nell’inchiesta ‘Angeli e Demoni‘, sugli affidi, della Procura di Reggio Emilia sono tornati a vivere con i genitori naturali. La decisione del tribunale per i Minorenni di Bologna a quanto si apprende, non è recentissima ed è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Ricongiungimenti prima degli arresti. La procura aveva segnalato al tribunale dei minori alcuni casi di presunte anomalie nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’. I giudici minorili hanno così controllato e verificato diversi fascicoli constatando che quattro bimbi, tra quelli segnalati, erano già stati affidati alle loro famiglie biologiche. I ricongiungimenti sono avvenuti prima del 27 giugno, giorno in cui sono scattati gli arresti e le misure cautelari per 18 persone: il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, dirigenti comunali, assistenti sociali e tre psicoterapeuti della Onlus Hansel e Gretel tra cui Claudio Foti.

Salvini, “oggi sarò a Bibbiano per gli indifesi”. “Oggi sarò a Bibbiano per confermare il mio impegno, da papà e da ministro, in difesa di chi non si può difendere: giù le mani dai bambini!”. Lo annuncia sui suoi canali social Matteo Salvini.

Pd Emilia Romagna: “Proteste strumentali sulla pelle delle persone”. “Non possiamo far finta di non vedere che i leader nazionali di alcuni partiti siano più preoccupati di recuperare consenso strumentalizzando questa vicenda, piuttosto che del problema in sé”. A sottolinearlo il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano, nel giorno in cui Matteo Salvini ha annunciato il suo arrivo a Bibbiano. Calvano ha esplicitamente citato il Ministro dell’Interno, così come Giorgia Meloni e Luigi Di Maio. “Stanno dicendo cose inaccettabili, Di Maio non può permettersi di dire cose del genere”, ha aggiunto. Proprio nei giorni scorsi il Pd ha querelato il numero uno dei Cinque Stelle per aver accostato i dem all’indagine sugli affidi: “E continueremo a querelare, perché la politica è una cosa seria, che non si fa a colpi di accetta senza avere un minimo di rispetto per le persone danneggiate da questa vicenda”. (fonte Ansa)