Bibbiano, una madre affidataria: “Chiedo scusa ai genitori naturali. Io ingannata dai servizi sociali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Gennaio 2020 11:25 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2020 11:25
Bibbiano, una madre affidataria: "Chiedo scusa ai genitori naturali. Io ingannata dai servizi sociali"

Abusi presunti, affidi facili: il caso Bibbiano (Ansa)

ROMA – Chiede scusa ai genitori naturali la signora che da anni accoglie a casa sua bimbi in affido. Parliamo degli affidi controversi e oggetto di una lunga indagine che ha scatenato il caso politico parallelo che va sotto il nome di Bibbiano. L’indagine mira a verificare se i servizi sociali della Val d’Enza non fossero un po’ troppo inclini a vedere abusi nelle famiglie d’origine. Magari manipolando le testimonianze per facilitare gli affidi. La donna, 47 anni, residente in un comune del Modenese, riconosce oggi l’inganno subito, la bambina affidatale non subì alcun abuso. E anzi proprio la sua vicenda è stato presa ad esempio come caso pilota dell’intera inchiesta.

“Ingannata sugli abusi, chiedo scusa ai genitori naturali”

“I genitori naturali della piccola? Li ho conosciuti per la prima volta la scorsa primavera – ha dichiarato al Corriere della Sera -. Ho capito che non erano certo le persone inadeguate descritte dagli psicoterapeuti della Val d’Enza. La mamma è una donna molto dolce così come lo è il padre, pur nelle sue difficoltà. I nonni sono generosi e accoglienti. A un certo momento mio marito e io ci siamo vergognati dell’idea che ci eravamo fatti di questa famiglia e abbiamo deciso di chiedere scusa”.

Bibbiano, il caso pilota

La piccola, fu, è il caso di dire, sottratta dalla potestà della nonna, succeduta nell’affido ai genitori naturali all’epoca della nascita ancora minorenni e giudicati inaffidabili. E’ la piccola i cui disegni sarebbero stati manipolati. Secondo l’accusa qualcuno dei servizi sociali allungò apposta le braccia della bambina verso una zona sospetta del corpo del padre suggerendo chissà quali rapporti intimi. Rapporti mai provati e esclusi dagli inquirenti.  

Un testimone: “In Val d’Enza vedono abusi ovunque”

Abusi quasi ovunque, anche se in realtà non c’erano o comunque non nelle forme che poi venivano messe nero su bianco nelle relazioni con cui si chiedeva di allontanare i minori dai genitori naturali. E’ una caratteristica che emerge dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi, condotta dalla Procura e dai carabinieri del nucleo investigativo, che ha coinvolto i vertici del Servizio sociale della Val d’Enza Reggiana e che ieri è stata chiusa formalmente con la notifica di 25 avvisi di fine indagine.

Questa ‘filosofia’ di alcuni dei principali indagati è esemplificata dalla testimonianza di un assistente sociale, che avrebbe raccontato agli inquirenti quello che si diceva dell’ufficio in questione: “Lì vedono abusi sessuali anche negli stipiti delle porte”. (fonte Corriere della Sera)