Bibbiano, minacce al carabiniere e al bambino: le due intercettazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2019 9:28 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2019 9:28
Bibbiano, una foto d'archivio Ansa

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – “…E comunque potevi anche dirgli guardi che lei è sposato, c’ha figli, cioè non si sa mai…”. E poi una risata. Questa una delle intercettazioni ambientali in cui si sentono parlare una neuropsichiatra e una psicologa dell’Ausl reggiane, entrambe indagate nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sul presunto sistema illecito di affidi dei minori nella Val d’Enza, il cosiddetto “caso Bibbiano”. Le due professioniste si riferivano a un maresciallo dei Carabinieri che aveva chiesto loro documenti sugli affidi di Bibbiano.

In un’altra intercettazioni ambientale, è il 20 novembre, una bambina che non capisce perché non può più vedere i genitori viene sgridata perché non parla degli abusi subiti – abusi che non sarebbero mai avvenuti – e poi viene cacciata dall’auto dalla madre affidataria mentre fuori c’è un temporale.

“Scendi, non ti voglio più. Io non ti voglio più, scendi, scendi!”, così grida la donna, indagata dalla Procura reggiana, in un’intercettazione ambientale mandata in onda dal TgR Emilia-Romagna in un servizio di Luca Ponzi.

“Porca puttana… – urla la madre affidataria – porca puttana vai da sola a piedi… porca puttana! Scendi! Scendi! Non ti voglio più”. Poi si sente aprire lo sportello e si sente lo scrosciare della pioggia. La donna poi continua: “Io non ti voglio più, scendi!”. La bimba sembra impaurita e prova a chiedere spaventata: “Perché…”. Fonte: Ansa, La Repubblica, TgCom, TGR Emilia Romagna.