Bibbiano, il sindaco Carletti chiede revoca dei domiciliari: “Io il primo ingannato, non mi dimetto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2019 14:32 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2019 14:32
Bibbiano, il sindaco Carletti chiede revoca dei domiciliari: "Io il primo ingannato, non mi dimetto"

In foto il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti

REGGIO EMILIA – Andrea Carletti, il sindaco Pd di Bibbiano, ormai tristemente noto per il suo presunto coinvolgimento nel caso degli affidi illeciti nei comuni della Val d’Enza, ha chiesto la revoca dei domiciliari. In una memoria presentata al gip dal suo avvocato il primo cittadino, già sospeso dalla carica dal prefetto di Reggio Emilia, ha ribadito la volontà di non dimettersi.

Carletti è uno dei 29 indagati nell’ambito dell’inchiesta soprannominata “Angeli e Demoni” riguardante bambini strappati alle famiglie d’origine per essere affidati ad altre considerate “più idonee”. Insieme a lui sono finiti nell’occhio del ciclone anche anche Paolo Colli, sindaco di Montecchio, sempre Pd, e Paolo Buran di Cavriago, ex presidente dell’Unione Val d’Enza.

Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa locale, Carletti ha ribadito la sua innocenza puntando a smontare le accuse che gli sono state rivolte di presunti abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo la memoria la gara per affidare i servizi agli psicoterapeuti dell’assocazione Hansel e Gretel è stata fatta alla luce del sole e non era necessaria una procedura a evidenza pubblica perché si trattava di una coprogettazione, una pratica prevista dalla legge.

Il primo cittadino ha quindi aggiunto che “se all’interno del percorso ci sono state persone che hanno consentito o commesso illeciti, non ha alcuna intenzione di giustificarle, ma piuttosto di chiedere loro conto di quei fatti. Io per primo mi sento ingannato”.

Carletti ribadisce peraltro che è coinvolto nell’inchiesta come sindaco di Bibbiano, ma come delegato ai servizi sociali dal presidente dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Il gip dovrà decidere entro cinque giorni. (Fonte: Ansa)