Cronaca Italia

Big Schizo, rapper romano arrestato per 14 rapine

big schizo

Alessandro Cesaretti, in arte “Big Schizo”

ROMA – Alessandro Cesaretti, in arte Big Schizo, è accusato di aver commesso 14 colpi ai danni di esercizi commerciali all’Appio e al Tuscolano.

Il rapper romano, 24 anni, è conosciuto quale artista ‘gangstar-rap’ ed il tenore delle composizioni musicali da lui prodotte è risultato chiaramente un’esaltazione alla violenza ed alla celebrazione di una vita dedita al consumo di stupefacenti e commissione di reati, omertà e disprezzo per le istituzioni e per la società civile.

Ad incastrarlo una rapina compiuta ai danni di una farmacia nella quale è stato immortalato dalle videocamere di sicurezza. Da qui i riscontri delle indagini con gli agenti del commissariato Appio Nuovo, diretti dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi, che hanno fermato il 24enne la mattina di Natale scorso. Big Schizo era ricercato da tempo perché sospettato di essere l’autore di numerose rapine commesse negli ultimi mesi in alcuni esercizi commerciali.

Sono 14 le rapine su cui si era concentrata l’attenzione degli investigatori, commesse in danno di farmacie, profumerie, negozi di abbigliamento e ferramenta. 

Il suo riconoscimento è scaturito dalla verifica effettuata dalle stesse vittime sia visionando le foto estrapolate dalle telecamere a circuito chiuso degli esercizi rapinati, sia visionando alcuni fotogrammi estrapolati dai suoi video musicali pubblicati in internet. Visti i risultati delle indagini e i gravi indizi di colpevolezza, gli investigatori avevano richiesto all’autorità giudiziaria l’emissione di un decreto per la misura cautelare nei suoi confronti.

Un ipotesi avvallata dal fatto che il giorno di Natale, appena ha visto i poliziotti, si è dato immediatamente alla fuga su via Tuscolana e, una volta raggiunto, ha tentato di colpire al collo un’agente con un coltello, minacciando anche gli altri. Ne è scaturita una violenta colluttazione ma alla fine l’uomo è stato bloccato e assicurato nell’auto di servizio.

Alla fine ha ammesso, anche se informalmente, le proprie responsabilità, affermando che il profitto delle rapine era destinato a sostenere le spese necessarie alla pubblicazione di un nuovo lavoro discografico intitolato proprio “628”, chiaro riferimento all’articolo del codice penale che prevede il reato di rapina.

Arrestato per tentato omicidio, lesioni e minacce a pubblico ufficiale nonché porto abusivo di arma da taglio, è stato accompagnato nel carcere di Regina Coeli in attesa del processo. 

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