“Bimba molestata in bagno”: turisti inventano per non pagare conto al ristorante

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2014 9:29 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2014 9:29
"Bimba molestata in bagno": turisti inventano per non pagare conto al ristorante

“Bimba molestata in bagno”: turisti inventano per non pagare conto al ristorante

NAPOLI – “Hanno molestato una ragazzina della nostra comitiva in bagno, noi non paghiamo il conto”. Questa l’invenzione dei turisti francesi che dopo aver concordato il prezzo per il pranzo di una comitiva di 23 persone al ristorante Vinacciolo, a Napoli, hanno inscenato l’aggressione sessuale per non pagare il conto.

Giuseppe Crimaldi su Il Mattino racconta:

“I tre accompagnatori concordano preventivamente il prezzo per sedersi al fresco, ai tavoli del giardinetto: 250 euro per 23 coperti, con pranzo composto da fritti misti, pizza, birre ed acqua. Prezzo a dir poco più che onesto. Si mangia: tutto scorre nel migliore dei modi, all’ombra di piazza del Plebiscito, per il gruppo di transalpini”.

Tutto procede bene, ma alla fine del pranzo qualcosa accade:

“Uno dei tre adulti (una giovane donna, che faceva da accompagnatrice insieme con i colleghi della giovanissima comitiva) si alza e va accanto a una ragazzina, che inizia a piangere. Che cosa è accaduto? Perché la ragazzina è in lacrime? Qui nasce il caso. L’accompagnatrice diventa una furia, chiede dei proprietari del locale, e quando le si avvicinano Bruno Cosentini, sua moglie – che parla correntemente il francese – e il figlio Alessandro, ecco l’incredibile spiegazione: «Qualcuno ha molestato questa ragazza nel bagno di servizio del ristorante» sostiene la francese. Un’accusa gravissima. Ma anche molto sospetta: «A questo punto – insiste l’accompagnatrice – se volete che restiamo zitti non dovete farci pagare il conto. Altrimenti chiamiamo la polizia»”.

Cosentini, proprietario del locale, decide dunque di chiamare il 113, ma quando la polizia arriva il comportamento della comitiva cambia:

“Tanto per cominciare due degli accompagnatori della comitiva di francesini sono sprovvisti di documenti (o si rifiutano di mostrarli). Poi, di fronte alle domande insistenti dei poliziotti, la ragazzina non sa fornire dettagli sulla presunta aggressione. E siamo a due. Ma la sorpresa finale arriva quando gli agenti intimano al gruppo di saldare il conto. A quel punto si scopre che gli adulti hanno solo 140 euro, non i 250 concordati con i titolari del ristorante. «Voi di qui non ve ne andate se non saldate il conto» spiega con fermo garbo il capopattuglia delle Volanti. E la cosa si risolve solo dopo una «questua» fatta ragazzino per ragazzino seduto a tavola da parte dei loro «accompagnatori»”.