Bimbo 4 anni fa saluto fascista all’asilo. Papà: Fa bene, e mostra tatuaggio svastica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 9:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 9:12
Bimbo 4 anni fa saluto fascista all'asilo. Papà: Fa bene, e mostra tatuaggio svastica

Bimbo 4 anni fa saluto fascista all’asilo. Papà: Fa bene, e mostra tatuaggio svastica

CANTU’ – Una scena che si ripete ogni mattina. Federico (il nome è di fantasia), 4 anni, ogni mattina entra all’asilo e saluta tutti: maestre, bidelli, compagni di classe. Li saluta così: alza il braccio destro e stende la mano. Saluto romano, saluto fascista, scegliete voi. Lo fa per più giorni finché la cosa non viene notata dalle educatrici che lavorano nell’asilo in questione a Cantù, in Lombardia.

All’inizio le maestre pensano a una coincidenza. Ma quando il gesto si ripete chiedono al ragazzino. Che più o meno risponde così: è il saluto che mi hanno insegnato mamma e papà, loro mi dicono di fare così. Le maestre a quel punto convocano i genitori: gli spiegano cordialmente che così non si può fare, non in una scuola pubblica italiana. I genitori però da quell’orecchio non ci sentono. Loro sono orgogliosamente fascisti e rivendicano il diritto di insegnare al bambino quel saluto, di trasmettergli i loro “valori”.  Racconta Paolo Berizzi su Repubblica che ad un certo punto del confronto il papà di Federico si alza una manica della camicia e mostra un tatuaggio: una svastica. 

E dopo il primo incontro nulla cambia: Federico continua a salutare così. La voce però si sparge a scuola e Federico, ovviamente, diventa un caso dibattuto da maestre e altri genitori. A quel punto la scuola opta per la soluzione interna: prima di segnalare il caso convoca di nuovo i genitori. Stavolta il dialogo è più teso: o Federico la smette oppure non può più andare in quella scuola. Perché in quella scuola si rispetta la Costituzione e non si saluta col braccio teso. Stavolta, almeno per ora, il richiamo sembra funzionare e il braccio di Federico rimane giù.

Berizzi chiude così il suo articolo:

La vicenda è ambientata a Cantù. Che non è, forse, un luogo a caso. Da due anni la cittadina in provincia di Como ospita il Festival Boreal, un raduno di ispirazione neonazista organizzato da Forza Nuova. La kermesse «nera» — che da due anni accoglie decine di militanti dell’estrema destra provenienti da tutta Italia e da molti Paesi europei — si svolge al Campo solare, un’area di proprietà del Comune. Un terreno del quale è custode Franco Liva, consigliere comunale forzanovista a Pigra. A scatenare polemiche sul raduno è stata l’autorizzazione — sorprendente — concessa dal sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero. Il quale — in nome del «tutti hanno diritto di parola, anche i fascisti, da amministratore devo garantire questo principio democratico» — non solo ha dato il benestare all’evento (già di per sé in conflitto coi principi della Costituzione), ma lo scorso anno si è addirittura presentato, in veste ufficiale, all’apertura del raduno per un saluto ai camerati.