Bimbo di 8 anni muto dice “mamma”. Miracolo di Sant’Antonio da Padova in Usa?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 settembre 2014 16:11 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2014 16:11

PADOVA – John Paul, un bimbo di 8 anni muto dalla nascita ha chiamato la mamma dopo essere stato affidato al Santo di Padova da amici dei genitori. Sant’Antonio da Padova potrebbe avere fatto un nuovo miracolo, lontano dalla sua “casa”, la basilica di Padova, ma in America, a Springfield, nel Massachusetts.

A Padova ci vanno cauti, come la Chiesa impone, ma l’emozione è forte. Padre Enzo Poiana, rettore della Basilica del Santo, e padre George Zina, parroco maronita di Sant’Antonio a Springfield, nel Massachusetts, commentano la vicenda come una “provvidenziale coincidenza”, “Un atto di grazia” e ora affidano agli organi ufficiali della Chiesa il compito di fare le dovute verifiche sull’accaduto.

A raccontare il miracolo è direttamente il Rettore della Basilica del Santo, padre Enzo Poiana con un post su Facebook. “Un miracolo ancora da verificare», spiega con cautela. Ma dal tono del suo messaggio si capisce che l’entusiasmo è tanto. Perché attraverso la preghiera ad Antonio qualcosa di bello è comunque accaduto”.

Il post di Padre Enzo Poiana

Il post di Padre Enzo Poiana

In un secondo messaggio, sempre su Facebook, padre Poiana ha chiesto prudenza, specificando che il presunto miracolo è avvenuto negli Stati Uniti, dove il frate si trova per accompagnare una reliquia del Santo”.

“Abbiamo incontrato il bambino, accompagnato nella chiesa di sant’Antonio dalla mamma, dalla nonna, dalla bisnonna e da un prozia. Il papà è rimasto a casa con l’altro fratellino di 4 anni”, hanno raccontato al Mattino di Padova, che ha riferito la vicenda, Padre Enzo Poiana, rettore della Basilica del Santo a Padova, e padre George Zina, parroco maronita di Sant’Antonio a Springfield:

“Domenica pomeriggio una coppia di amici della famiglia era presente alla celebrazione con la reliquia arrivata da Padova nella chiesa di sant’Antonio di Springfield. Al termine della celebrazione, avendo ricevuto un biglietto del «Caro sant’Antonio» su cui poter scrivere la propria preghiera i due amici hanno pensato di affidare il bambino a Sant’Antonio da Padova. Tutto ciò è avvenuto a tarda ora. Il giorno successivo, presente la madre e due persone, tra cui la terapista del bambino che gli insegna a comunicare attraverso i segni, il bambino chiama a chiara voce per la prima volta e per due volte consecutive la propria madre: «Mamma».

La madre pensa di aver sognato, ma la conferma delle altre due persone, stupite anch’esse, fuga ogni dubbio. Viene chiesto al figlio che cosa ha detto e lui attraverso il tablet manifesta la sua coscienza e dice di aver detto mamma. La madre e le due donne presenti rimangono soprese di quanto accaduto anche perché i medici avevano escluso a più riprese la possibilità per il bambino di comunicare verbalmente.

La madre torna poi al proprio posto di lavoro e, prima di rivelare il fatto, riceve dall’amica la notizia che la sera prima, lei e il marito, avevano chiesto a sant’Antonio un segno di speranza per il bimbo e la famiglia. Le nonne, venute a conoscenza del fatto, lo interpretano come una grazia del Santo, che ridà speranza circa la possibilità del bambino di imparare a parlare.

Il bambino è nato prematuramente a sei mesi. Il suo peso alla nascita era di 900 grammi ed è affetto da aprassia motoria moderata e verbale grave. Il bambino si chiama John Paul (Giovanni Paolo), ha otto anni e vive in una famiglia formata da mamma Jacquelyn, dal padre e dal fratello minore di 4 anni.

La famiglia abita nei pressi di Boston. John Paul ha subito diversi interventi chirurgici per risolvere consistenti problemi dovuti alla nascita prematura. Oggi fisicamente sta molto meglio e viene educato a comunicare con i segni e ad utilizzare un tablet. John Paul dimostra di avere coscienza della realtà e di essere in grado di esprimere la propria volontà attraverso il tablet e di comunicare i propri sentimenti attraverso il linguaggio dei segni.

«Dopo esserci consultati con le parti interessate sembra difficile per il momento esprimere un giudizio in merito all’accaduto», concludono padre Poiana e padre Zina nella loro analisi dei fatti. «Si può dire che c’è stata una provvidenziale coincidenza tra la preghiera degli amici e il fatto stesso. Certamente è stata una grazia per la madre che ha sentito per la prima volta il figlio dire “mamma” per due volte di seguito; una grazia perché ha ridato speranza a dei genitori provati dalla sofferenza per le condizioni del figlio. Ora il giudizio non è di nostra competenza. Bisognerà attendere visite specialistiche e gli eventuali progressi del piccolo John Paul. La famiglia e l’autorità ecclesiastica chiedono riserbo su ciò che è accaduto nella speranza di poter dare a tempo debito notizie confortanti sul progresso di apprendimento del bambino».