Bimbo gettato nel Tevere, per il papà chiesta una condanna a 30 anni

Pubblicato il 4 Dicembre 2012 13:53 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2012 14:10
Il ritrovamento del cadavere del piccolo Tommaso (Foto Lapresse)

Il ritrovamento del cadavere del piccolo Tommaso (Foto Lapresse)

ROMA – Patrizio Franceschelli, il papà del piccolo Tommaso gettato nel Tevere lo scorso febbraio, potrebbe scontare trent’anni per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Trent’anni di carcere è la richiesta della procura di Roma.

Il 4 febbraio, secondo quanto lui stesso confessò agli inquirenti, Franceschelli, 26 anni, gettò nel fiume il figlio Tommaso, di 16 mesi, dopo una lite con la moglie. Il corpo del bimbo riaffiorò dal fiume a fine marzo, a Fiumicino, dopo essere stato avvistato da due giovani.

L’uomo viene giudicato con un procedimento con rito abbreviato.

Nell’ultima udienza il Tribunale non aveva riconosciuto all’imputato le aggravanti dei futili motivi e dell’efferatezza.