Bimbo ucciso a Cardito, il patrigno a processo: “Saltavano sul letto, ho avuto un raptus, ma non volevo uccidere”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2020 19:51 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2020 20:46
Bimbo ucciso a Cardito, il patrigno: "Saltavano sul letto, ho avuto un raptus, ma non volevo uccidere"

Bimbo ucciso a Cardito, il patrigno a processo: “Saltavano sul letto, ho avuto un raptus, ma non volevo uccidere”

Voleva rilassarsi, ma i bambini saltavano sul letto, Tony Essobdi Badre, il patrigno del piccolo Giuseppe ucciso di botte a Cardito (Napoli). 

Così ha risposto alle domande del pm Fabio Sozio, al processo che lo vede imputato per la tragedia avvenuta il 27 gennaio 2019 a Cardito.  Il piccolo Giuseppe, 6 anni appena, fu ucciso a dai colpi di bastone sferrati dall’ex compagno della madre, Valentina Casa, di 30 anni, anche lei sotto processo. 

Nell’aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, Tony Essobdi Badre ha raccontato: “Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po’, verso le 8 e qualcosa, sentii che (i bambini, ndr) saltavano sul letto … mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li ho picchiati… ma non ho mai voluto ammazzarli”.  

“Fu un raptus di 5 minuti… – continua Badre – mi è venuto in cameretta dopo aver visto la struttura del letto rotta… è come se in quel momento mi si fosse spento il cervello…”.

Numerose sono state, nel corso dell’interrogatorio durato circa due ore, le contestazioni avanzate dal sostituto procuratorea.

In relazione alle dichiarazioni dell’uomo, ai contenuti delle intercettazioni e dei messaggi acquisti durante le indagini che lo vedono reo confesso e accusato di omicidio volontario del piccolo Giuseppe, del tentato omicidio della sorellina e di maltrattamenti nei confronti di Giuseppe, della sorella più grande e anche della più piccola.

Parecchi i “non ricordo” con i quali l’imputato ha risposto alle domande del pm ma anche degli avvocati di parte civile, in relazione alle percosse subite il giorno prima dell’omicidio, da Giuseppe, per mano ancora una volta di Barde, mentre si trovavano in strada. 

A queste risposte il pm più volte è intervenuto contestando al 25enne le circostanze che risultavano invece da altri interrogatori e da intercettazioni.

La mamma: “Mio figlio colpito fino a rompere il bastone”

“Non si fermava più… buttava mazzate e mentre picchiava i bambini le mazze si sono spezzate…”. Descrive violenze inaudite Valentina Casa, la mamma del piccolo Giuseppe.

Parole, quella della donna, che mettono i brividi: “In quel momento sembrava un diavolo… picchiava i bambini anche quando sono caduti…”.

Poi, secondo la sua versione dei fatti, Tony avrebbe rivolto la violenza anche contro di lei: “Mi ha tirato i capelli e mi ha dato un morso dietro i capelli”.

Valentina Casa, che finora era apparsa impassibile al processo, riferisce anche di un altro episodio di violenza, avvenuto il giorno prima della morte del figlio: “Sabato sera aveva tirato i capelli alla bambina (la sorellina di Giuseppe, ndr) e gli erano rimaste le ciocche in mano…”.  (Fonte: Ansa)