Montecristo, marinai liberati: blitz britannico, i pirati si arrendono

Pubblicato il 11 Ottobre 2011 14:55 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2011 18:02

ROMA, 11 OTT – Sono stati liberati tutti i marinai dell’equipaggio della Montecristo, la motonave italiana sequestrata il 10 ottobre nel golfo di Aden: gli ostaggi dei pirati somali sono stati liberati dopo un blitz da parte di forze speciali britanniche. La Montecristo, del gruppo D’Alesio di Livorno.

L’operazione, secondo quanto appreso dall’Ansa, è stata concordata tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il suo collega inglese, Liam Fox. La decisione del blitz è stata presa dopo un colloquio tra i ministri, durante il quale sono stati esaminati in primo luogo i possibili rischi per l’equipaggio: rischi che sarebbero contenuti, visto che i civili si sono asserragliati all’interno della ”cittadella”, una zona fortificata all’interno della nave, e non sono in contatto con i pirati.

La nave militare fa parte della missione antipirateria della Nato ‘Ocean Shield’ al comando del contrammiraglio italiano Gualtiero Mattesi, che si trova a bordo del cacciatorpediniere Doria. All’operazione Nato attualmente partecipano, oltre alla nave-comando Doria, due fregate statunitensi, una portoghese e una nave rifornitrice britannica.

La ‘Montecristo’, che trasporta rottami di ferro, era diretta in Vietnam e proveniva dal canale di Suez. Nel golfo di Aden è stata scortata da una nave giapponese: l’attacco si sarebbe verificato appena finito il servizio di scorta.

Il ministero degli Esteri, Franco Frattini, che, attraverso l’Unità di Crisi, ha seguito la vicenda insieme al Comando operativo interforze del ministero della Difesa, ha espresso il “suo forte apprezzamento per la brillante operazione odierna. Ora le famiglie ora potranno tirare un sospiro di sollievo”.

La decisione del blitz era stata presa proprio dopo di un colloquio tra La Russa e il ministro della Difesa inglese Liam Fox. I 21 marinai italiani si erano asserragliati nella zona blindata della Motonave, riuscendo comunque, nonostante le drammatiche circostanze, a dirigere la nave nei pressi dell’International Traffic Recognized Corridor. Avrebbero anche mandato un messaggio in una bottiglia che è stata raccolta da una nave americana e questa informazione avrebbe reso possibile l’operazione che è ancora in corso.

“Siamo felici”, ha detto la figlia maggiore del comandante della nave Diego Scussat: “Quando lo sentirò so che mi metterò a piangere”. Il padre di Luca Giglioli, 22 anni, il più giovane dei marittimi sequestrati dai pirati ha detto: “Siamo stati fortunati, credevo finisse male. Ora siamo più tranquilli, sono contento per tutto l’equipaggio”. “Stanotte sono stato al lavoro per cacciare la tensione” – ha aggiunto il padre del giovane allievo ufficiale, anche lui dipendente del Gruppo D’Alesio. Gioia e lacrime liberatorie anche in casa Marras, a Lula (Nuoro), dove vivono i genitori di Pietro Raimondo, 25 anni, uno dei 4 addetti alla sicurezza della nave Montecristo: “Siamo felici – ha detto il padre Antonio – e stiamo festeggiando la liberazione”.

“Ho vissuto un’incubo. Ora ricomincio a respirare”, ha detto la mamma di Stefano Mariotti, uno degli ufficiali della Montecristo. “Avevo paura. Quando ho letto i giornali era come fosse già morto”. Avvisati del blitz i familiari dei marittimi che si trovavano a bordo della Montescristo sono rimasti in attesa tutto il tempo 6. “Non abbiamo notizie da ieri” aveva detto la moglie del comandante Diego Scussat. Dopo le parole del ministro La Russa che ha assicurato sulle condizioni dei marinai rapiti, la donna aveva detto solo di “sperare”. Quindi il pensiero al marito: “Lo aspetto qui, vorrei tanto sapere come sta. Spero di sentirlo presto”.