I comuni boccheggiano: “Ad agosto stipendi in forse, non abbiamo soldi”

Pubblicato il 25 luglio 2012 18:40 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2012 19:49

banconoteROMA – Gli stipendi di molti dipendenti comunali in Italia potrebbero essere a rischio. Gli enti locali boccheggiano per i tagli della spending review e per i minori introiti dell’Imu e dopo l’allarme delle Province arriva quello dei Comuni che dicono: molti di noi non hanno più soldi, rischiamo di non poter pagare gli stipendi ad agosto. I comuni italiani sono così strozzati in casse vuote che c’è chi, come Perugia, addirittura torna all’old style: siccome non ci sono soldi in cassa – dicono – siamo costretti a tornare alle strade non asfaltate.

Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell’Anci si è fatto portavoce dell’ultimo, disperato, urlo di sos: ”Alcuni comuni, anche capoluoghi, iniziano ad avere difficoltà di cassa e ad agosto potrebbero non riuscire a pagare gli stipendi ai propri dipendenti”.

Il combinato disposto dei tagli e delle minori entrate dell’Imu (che hanno causato anche corrispettivi tagli ai trasferimenti verso i comuni) ”mettono in grandi difficoltà capoluoghi e città anche grandi come Lecce”, spiega Cattaneo. “Confidiamo che la prossima settimana, in Conferenza Stato-Città, si correggano le distorsioni. Ormai non si può più parlare di generiche preoccupazioni dei comuni, siamo alla resa dei conti”. Lecce avrebbe ricevuto solo un terzo del gettito Imu previsto.

”In alcuni comuni – dice Cattaneo – non ci sono più soldi in cassa. Nella Conferenza Stato-città della prossima settimana è necessario che il governo dia ufficialmente seguito all’impegno di colmare i minori introiti Imu, anche perché quelle città che hanno incassato di meno rispetto alle previsioni del governo si sono gia’ viste tagliare i trasferimenti in misura corrispondente alle errate previsioni sugli introiti”. Per Cattaneo “questo è l’esempio lampante di come i nostri allarmi fossero fondati. Il vero punto critico – aggiunge – si raggiungerà a fine anno, con le seconde rate Imu e la chiusura dei saldi obiettivo del Patto di stabilità. Moltissimi Comuni rischiano di non rispettare il Patto, un’eventualità che danneggerebbe fortemente i conti dello Stato”. ”Io piuttosto – ha concluso – preferisco non rispettare il Patto di stabilita’ che alzare l’Imu”.

Un allarme, quello dei Comuni, che arriva a pochi giorni da quello delle Province che giusto due giorni fa, il 23 luglio, avevano fatto sapere al governo: con tutti questi tagli della spending review rischiamo di non avere i soldi per aprire le scuole a settembre.

Urli di disperazione, quindi, dagli enti locali tartassati dai tagli del governo. Messaggi di sos che arrivano proprio nel giorno, però, in cui il governo si è anche affrettato a dire che non ci saranno in alcun modo tagli alle tredicesime di dipendenti pubblici e pensionati. L’annuncio era stato lanciato il 24 luglio dalla Confesercenti ed aveva gettato nel panico migliaia di italiani, oltre che aver mosso sul piede di guerra i sindacati. Ma il governo, almeno su questo punto, ha rassicurato: non ci saranno blocchi di tredicesime, non ci abbiamo mai pensato e chi lo ha detto è un bugiardo.

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