Blutec: i vertici prima arrestati e poi liberati. E li deve giudicare la Procura di Torino

di Dini Casali
Pubblicato il 12 Marzo 2019 10:53 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2019 9:59
Blutec: arrestati i vertici, dovevano riconvertire la Fiat a Termini Imerese

Blutec: arrestati i vertici, dovevano riconvertire la Fiat a Termini Imerese

ROMA – Arrestati e poi liberati i vertici di Blutec, che erano stati chiamati a riconvertire lo stabilimento di Termini Imerese: stamattina la Guardia di Finanza si è presentata in fabbrica, con gli operai sotto choc, ed infine con i 16,5 milioni di euro sequestrati, i finanziamenti cioè ricevuti dallo Stato che secondo l’accusa (riportata dall’Ansa) sarebbero stati distratti dal bilancio aziendale per prendere la via di qualche rifugio fiscale o essere piazzati in titoli esteri.

Roberto Ginatta e Cosimo di Cursi, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della Blutec, la società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, sono stati posti agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza con l’accusa di malversazione ai danni dello Stato. Dopo poco più di due settimane, colpo di scena: il tribunale del riesame di Palermo ha annullato le misure cautelari inflitte dal Gip di Termini Imerese nei confronti del presidente di Blutec Roberto Ginatta, liberato dagli arresti domiciliari. Lo rendono noto i legali. È stata anche riconosciuta l’incompetenza territoriale della Procura di Termini Imerese sollevata dai difensori dello Studio Grande Stevens, in favore della Procura di Torino.

Il 12 marzo era stato emesso anche un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all’importo di 16 milioni e 516 mila euro.

L’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, riguarderebbe i finanziamenti statali, attraverso Invitalia, per la riapertura dello stabilimento, dove Blutec avrebbe dovuto produrre auto elettriche.

A Roberto Ginetta e Cosimo Di Cursi era stata notificata anche una misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, che riguarda il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. 

La decisione del tribunale di Palermo “mette in luce le criticità delle iniziative precedentemente assunte nei confronti degli amministratori di Blutec”, affermano gli avvocati Michele Briamonte, per Blutec, e Nicola Menardo e Stefania Nubile per Roberto Ginatta, che ne “prendono atto con favore”. “Il dottor Ginatta è pronto a difendere con forza, avanti all’Autorità Giudiziaria competente, la legittimità dell’operato della società sul progetto di riqualificazione di Termini Imerese – aggiungono i legali – auspicando che i rilevanti sforzi sino ad oggi profusi per il rilancio del sito e dell’occupazione non siano vanificati dalle vicende occorse nelle ultime settimane”.

(fonte Ansa)