Blutec: arrestati i vertici, dovevano riconvertire la Fiat a Termini Imerese

di Dini Casali
Pubblicato il 12 marzo 2019 10:53 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2019 12:44
Blutec: arrestati i vertici, dovevano riconvertire la Fiat a Termini Imerese

Blutec: arrestati i vertici, dovevano riconvertire la Fiat a Termini Imerese

ROMA – Dovevano riconvertire lo stabilimento ex Fiat a Termini Imerese, sono stati invece arrestati i vertici di Blutec: stamattina la Guardia di Finanza si è presentata in fabbrica, con gli operai sotto choc, ed infine con i 16,5 milioni di euro sequestrati, i finanziamenti cioè ricevuti dallo Stato che secondo l’accusa (riportata dall’Ansa) sarebbero stati distratti dal bilancio aziendale per prendere la via di qualche rifugio fiscale o essere piazzati in titoli esteri.

Roberto Ginatta e Cosimo di Cursi, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della Blutec, la società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, sono stati posti agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza con l’accusa di malversazione ai danni dello Stato.

Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all’importo di 16 milioni e 516 mila euro.

L’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, riguarderebbe i finanziamenti statali, attraverso Invitalia, per la riapertura dello stabilimento, dove Blutec avrebbe dovuto produrre auto elettriche.

A Roberto Ginetta e Cosimo Di Cursi è stata notificata anche una misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, che riguarda il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. 

(fonte Ansa)